
"Non esistono prove né indizi concreti di finanziamenti occulti a favore della campagna del sì."
Ripetendo sostanzialmente le motivazione già addotte settimana scorsa dal Tribunale amministrativo cantonale, ieri il Consiglio di Stato ha respinto il reclamo depositato da Fabio Käppeli (deputato PLR e presidente GLRT), in rappresentanza dei referendisti contro gli ecoincentivi, che parlava di presunti finanziamenti pubblici illeciti a favore dei sostenitori del sì.
Lo scrive oggi il Corriere del Ticino, spiegando che il reclamo di Käppeli era rivolto pure contro l'opuscolo informativo, ritenuto non imparziale.
Ebbene, in merito a questo secondo aspetto il Consiglio di Stato ha dichiarato di aver letto con attenzione i testi e di aver maturato "il convincimento che lo stesso è stato redatto in maniera oggettiva e rispecchia l'impostazione degli opuscoli allestiti in occasione di precedenti votazioni."
La campagna verso il prossimo 14 giugno può quindi proseguire. A decidere non saranno né la giustizia né il Governo, bensì i cittadini.
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