
Quanto tempo ci vuole per organizzare una votazione? Sicuramente più di sei settimane. A dirlo è il Consiglio di Stato, in risposta ad un’interrogazione del deputato del PLR Franco Celio.Celio chiedeva al Governo, le esatte tempistiche per stabilire una data e preparare il materiale di voto, con lo specifico riferimento al referendum contro gli eco-incentivi, promosso da giovani liberali e giovani UDC. Fra le righe si leggeva una richiesta di andare a votare il referendum prima di fine legislatura, ovvero il prossimo 8 marzo, in concomitanza, come da prassi, con le votazioni federali.
Una richiesta, che è stata valutata dall’Esecutivo cantonale, ma che è stata giudicata impossibile da realizzare a causa dei tempi stretti e ha spinto a far slittare il voto al prossimo appuntamento con le votazioni federali: il 14 giugno.
"Sei settimane – il tempo che separa la pubblicazione sul Foglio ufficiale del decreto di riuscita del referendum (il 23 gennaio), alla votazione dell’8 marzo – non sono sufficiente per confezionare il materiale di voto, stamparlo, consegnarlo ai Comuni (che devono anche imbustarlo) e infine consegnarlo alla Posta. Secondo i termini di legge per votare l’8 marzo, il materiale di voto deve essere recapitato tra il 9 e il 14 febbraio 2015. Tenuto conto dei termini del voto per corrispondenza e di quelli impartiti dal servizio postale, vi sarebbero stati a disposizione non più di otto-dieci giorni lavorativi. Va anche menzionato lo sforzo ulteriore imposto ai Comuni, costretti a far capo a modalità di spedizione più onerose (la tradizionale tariffa B2 non avrebbe permesso di rispettare i tempi.”
Preparare e distribuire il materiale di voto sembra una faccenda piuttosto lunga. Dai dati forniti dal Consiglio di Stato cerchiamo di sinterizzarla passo per passo.
Per risparmiare su costi di deposito e trasporto, il Cantone ordina la carta di volta in volta a dipendenza del numero di pagine previsto per l’opuscolo informativo. L’ordinazione viene fatta quattro-cinque settimane in anticipo rispetto ai tempi di consegna alle tipografie.
In parallelo viene svolta la redazione e la correzione dell’opuscolo. Nel caso di un referendum il Dipartimento responsabile dell’oggetto in votazione deve presentare il testo entro cinque giorni dalla pubblicazione nel Foglio ufficiale del risultato della domanda. Il termine assegnato agli oppositori è di tre giorni.
Ricevuti i testi, questi sono sistemati in modo da conferire un aspetto omogeneo all’interno dell’opuscolo e si effettuano eventuali correzioni, concordate con chi ha redatto i testi. Infine le varie parti ricevono gli estratti dell’opuscolo impaginato e spesso i redattori domandano di poter effettuare ancora delle correzioni.
Quando l’opuscolo è pronto viene sottoposta al Consiglio di Stato, per approvazione formale. E si passa alle rotative.
Le circa 260'000 copie del documento sono stampate in diverse tipografie, che di regola sono in grado di consegnare il materiale di voto entro quattro o cinque giorni lavorativi. Il materiale viene in seguito diviso per i 135 Comuni, la preparazione richiede alcuni giorni.
La carta passa ai Comuni che possono impiegare fino a 6-7 giorni per imbustare il materiale di voto.
Infine viene tutto consegnato alla posta, entro la metà della quinta settimana precedente il giorno della votazione (per l’8 marzo tra il 30 gennaio e il 5 febbraio), affinché venga recapitato nei termini legali secondo la tariffa B2 e giunga in bucalettere tre e al massimo quattro settimane prima del giorno della votazione.
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