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Ticino
Ecco Sky Ticino
Redazione
16 anni fa
I particolari del progetto che intende promuovere la Svizzera italiana in Europa e in particolare nel nord Italia

Si chiama “Associazione canale Ticino”. Vi hanno aderito, a titolo personale, diversi esponenti dell'economia, della politica e del turismo cantonale. L’associazione sarà costituita nei prossimi giorni e sarà presieduta da Giorgio Giudici. E in seguito sarà presentata nel dettaglio alla stampa. Il progetto che promuove - che non ha scopo di lucro e ha trovato il sostegno del Consiglio di Stato - è in corso di studio da alcuni mesi. Ed è già definito nel concetto. L’obiettivo che persegue è quello di creare un canale satellitare per promuovere e valorizzare il marchio Ticino e le opportunità e ricchezze del nostro cantone. La diffusione è pensata sia sulla piattaforma italiana di Sky, sia sul satellite in chiaro, il cui segnale verrà irradiato nell’intera Europa. L’iniziativa, che dovrà trovare i finanziamenti necessari per essere attuata, vuole dare una voce televisiva al Ticino, che non ha attualmente la possibilità di promuoversi all’estero ed in particolare nell'Italia del nord. I contenuti del futuro canale riguarderanno dunque diversi aspetti della Svizzera italiana: la piazza finanziaria, il commercio, la sanità, il turismo, l’enogastronomia, le opportunità di insediamento, di investimento, la promozione culturale, la formazione universitaria, etc... I contenuti del nuovo canale comprenderanno anche produzioni e trasmissioni realizzate da RSI e Teleticino. Va comunque precisato che il progetto è indipendente dalle due emittenti televisive, che si limiteranno, nel caso in cui l’iniziativa andasse in porto, a cedere dei contenuti ed eventualmente dei servizi. Ovviamente le condizioni di cessione alla società che dovrà gestire operativamente il canale sono ancora tutte da definire. Il costo dell’operazione è stimato attorno ai 2,5 milioni all’anno. "Si tratta - ci spiega Marco Bazzi, che è uno dei promotori dell’iniziativa - di un'opportunità per finalmente costruire un progetto di comunicazione unitario e condiviso che possa dare visibilità positiva ad un cantone sempre più ripiegato su se stesso. Un cantone che negli ultimi tempi ha evidenziato una chiara difficoltà a comunicare oltre i propri confini. Come dimostrano gli esempi dello scudo fiscale e delle trattative sul proseguimento a sud di Alptransit”. “A questo punto - conclude Bazzi - vedremo se il Ticino è pronto ed è disposto a sostenere un progetto di condivisione o se invece vinceranno le solite logiche del litigio e delle contrapposizioni che dominano la politica cantonale”.

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