
La manifestazione antirazzista tenutasi a Lugano lo scorso 23 dicembre, durante la quale erano stati imbrattati muri con scritte contro la polizia e lo Stato, non era autorizzata. La polizia cantonale ha aperto un'inchiesta per identificare i vandali e la città di Lugano ha fornito agli inquirenti la documentazione fotografica e video utili all'identificazione degli autori. Lo conferma il Municipio di Lugano, che ha risposto a un'interrogazione di Andrea Censi, il quale chiedeva come mai il corteo non è stato bloccato e quanti agenti sono stati dispiegati per l'occasione.
"La manifestazione", scrive il Municipio, "è stata pubblicizzata, in forma anonima, unicamente a mezzo volantinaggio e per tramite dei social media soltanto quattro giorni prima dell'evento. Da informazioni assunte, per l'evento non è stata fatta alcuna richiesta di autorizzazione né al Lodevole Municpio né alla sezione amministrativa della Polizia Città di Lugano".
Nella sua seduta del 21 dicembre l'Esecutivo ha deciso di "tollerare" la manifestazione "nel rispetto della libertà di pensiero ed ideologica, ma ponendo dei chiari limiti legali ad azioni contrarie alla legge". L'uso della forza per bloccare l'evento, aggiunge l'Esecutivo, "avrebbe avuto quale conseguenza quella dell'ingaggio di mezzi coercitivi quali lacrimogeni, proiettili di gomma, sbarramenti in pieno centro città, in un contesto di forte presenza di persone che animavano il centro (bancarelle del mercato natalizio) e dedite agli acquisti prenatalizi".
Per la messa in sicurezza, specifica ancora l'Esecutivo, sono state impiegate 43 unità: un ufficiale, un caposezione, tre capigruppo e 17 agenti della polizia cantonale; due ufficiali, un caposezione, due capigruppo, 5 agenti e uno spotter della polizia comunale di Lugano; due agenti delle polizie comunali strutturate facenti parte della Regione III del Luganese; e 8 agenti delle polizie comunali Polo del Cantone Ticino. 30 delle 43 unità erano comunque già previste per la partita di hockey Lugano-Bienne, precisa il Municipio, "di conseguenza solo 13 unità sono state chiamate a rinforzo del dispositivo".
Per quanto riguarda i danneggiamenti, questi hanno coinvolto tre edifici distinti: uno stabile amministrativo in via Balestra 2, uno stabile ad uso commerciale in via Pretorio 15 e il Palazzo di giustizia di via Pretorio 16. Quest'ultimo, di proprietà del Cantone, è stato nel frattempo ripristinato dalla Sezione della logistica del Cantone Ticino. Al contempo il Municipio si è attivato per sensibilizzare i proprietari degli stabili privati "a voler ripristinare la situazione al fine di salvaguardare l'immagine della città e altresì evitare l'emulazione di ulteriori simili azioni".
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