
Si è svolta questa mattina a Bellinzona l'incontro fra la Commissione speciale pianificazione ospedaliera del Gran Consiglio e il Municipio di Lugano. Durante la seduta l'Esecutivo ha esposto il suo pensiero riguardo ai contenuti del messaggio sulla nuova pianificazione ospedaliera, dopo aver sentito negli scorsi mesi gli attori sanitari attivi in Città.
In particolare l'Esecutivo difende, come anticipato ieri da TeleTicino, l'assegnazione del mandato per l'Urologia Multidisciplinare complessa all'Ospedale Regionale di Lugano – Civico e Italiano (ORL). Una mancata assegnazione del mandato, si legge nella nota inviata in redazione, "avrebbe conseguenze negative non solo per lo sviluppo futuro dell'istituto e per la sua attrattività, ma anche e soprattutto per il rischio di compromettere la presa a carico in urgenza e in sicurezza dei pazienti politraumatizzati bisognosi di cure urologiche, cui occorre garantire un servizio 7 giorni su 7 e 24 ore su 24".
Inoltre, si legge ancora, "il Ticino corre il rischio di perdere il mandato MAS (medicina altamente specializzata) per i politraumi (oggi è uno dei 12 centri riconosciuti in Svizzera). Poiché la casistica urologica complessa nel Sottoceneri è già stata centralizzata all'ORL, modificare questa impostazione causerebbe un grave pregiudizio al paziente ticinese e metterebbe a repentaglio il futuro dell'ORL quale ospedale di riferimento cantonale, così come, di conseguenza, il prospettato ruolo nel Master in medicina umana".
Un'altra questione trattata questa mattina riguarda la partecipazione dei comuni alla copertura finanziaria. L'Esecutivo luganese ha comunicato di non condividere la proposta di finanziamento degli istituti per le cure post acute: "Si tratta di un ribaltamento di oneri con nuovi aspetti perequativi senza che i comuni possano prendere alcuna decisione".
Inoltre, la ripartizione sui Comuni, sottolinea ancora il Municipio, "avviene secondo una nuova chiave di riparto (50% Cantone e 50% Comuni), in base alla percentuale uniforme del gettito di imposta cantonale. In questo modo s’introducono ulteriori elementi perequativi in un sistema già oggi non più efficiente".
Dal 2000, con l'accettazione dell'iniziativa Donadini in Gran Consiglio, i ruoli tra Cantone e Comuni sono stati chiariti, spiega ancora il Municipio: "Il Cantone copre il 100% del fabbisogno ospedaliero e il 20% del fabbisogno case per anziani (CPA) e aiuto cure domiciliari (ACD), mentre i Comuni coprono il 40% del fabbisogno CPA in base al gettito e 40% sull'interessenza e l'80% del fabbisogno ACD in base al gettito. Con la proposta fatta dal Governo nell'ambito della Pianificazione ospedaliera i Comuni copriranno il 50% del nuovo fabbisogno generato dalla parte a carico dell'ente pubblico delle cure ospedaliere post acute. In questo modo viene introdotto un terzo modello di finanziamento".
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