
Ci sono anche quattro ticinesi nel gruppo di cittadini che il prossimo 3 maggio lancerà ufficialmente l'iniziativa popolare "Stop agli eccessi di Via Sicura".
Si tratta del consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi, di Adam Crivelli, di Eva Zimmermann e di Benjiamin Albertalli.
Quest'ultimo, pilota, illustra i principi dell'iniziativa sui quotidiani ticinesi di oggi.
"L'idea di lanciare un'iniziativa è nata in Vallese, noi ci siamo aggregati all'inizio del 2015" esordisce Albertalli, spiegando che l'obiettivo è quello di reintrodurre un regime sanzionatorio proporzionato e del margine di apprezzamento per i giudici.
"Questi devono poter valutare le infrazioni caso per caso e non essere costretti ad applicare meccanicamente la legge" afferma Albertalli. "Una persona che guida a 201 km/h in autostrada alle due di notte di un giorno feriale non dovrebbe essere giudicata alla pari di qualcuno che guida a 101 km/h in centro a Lugano alle due di pomeriggio e che potrebbe arrecare molti danni."
Entrambe le infrazioni prevedono una pena minima di due anni di ritiro patente e un anno di detenzione con possibilità di condizionale. Invece "per chi commette reati come rapina a mano armata, stupro o furto aggravato la pena minima è di soli sei mesi" fa notare Albertalli.
"Il problema è che da quando è stata introdotta, nel 2013, Via Sicura ha colpito solo nella misura del 5% dei conducenti veramente pericolosi" spiega ancora l'iniziativista. "Il resto delle infrazioni è stato commesso da conducenti che non rientrano nella categoria, per dirla con un termine improprio, dei "pirati della strada"."
"Chiediamo di riformulare le sanzioni: da un minimo di sei mesi di revoca della patente ad un massimo di quattro anni di carcere per chi intenzionalmente viola le regole della circolazione con eccessi di velocità e sorpassi spericolati" afferma Albertalli. "L'importante è che il magistrato possa sempre commisurare la sanzione alla gravità dell'infrazione."
L'iniziativa chiede inoltre "che sia l'assicuratore a poter decidere come e quando esercitare il diritto di far sobbarcare all'assicurato i costi in caso di colpa grave".
Verrà ufficialmente lanciata, come detto, il prossimo 3 maggio. Nel contempo è ancora in discussione alle Camere federali un'iniziativa parlamentare di Fabio Regazzi che chiede praticamente le stesse cose. Il Nazionale l'ha approvata, ma la Commissione dei trasporti degli Stati ha dato preavviso negativo. Anche se alla fine dovesse passare, ciò non significa che l'iniziativa popolare verrà ritirata. "Una cosa non esclude l'altra" afferma il consigliere nazionale al CdT. "È certo che finché un provvedimento nel senso da noi richiesto non sarà in vigore, noi andremo avanti. Non vogliamo correre il rischio di non ottenere nulla."
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