
C'è chi non paga ripetutamente la cassa malati e per questo motivo finisce nelle cosiddette "black list". Si tratta per lo più di uomini soli, sui 43 anni e senza figli a carico (solo il 20% è genitore). Questo è l'identikit tracciato da uno studio SUPSI, comissionato dal Cantone, i cui risultati sono stati presentati oggi a Bellinzona alla presenza del ministro Paolo Beltraminelli, il direttore del'Istituto delle assicurazioni sociai Carlo Marazza e il professore Spartaco Greppi.
Come funziona il sistema delle black list? L'assicurato con fatture scoperte viene segnalato al Cantone, che chiede al comune una verifica per accertare la capacità di pagamento. Alle persone tutelate (minorenni, beneficiari di prestazioni AVS/AI e assistenziali) viene mantenuta una copertura assicurativa. Le altre personce invece finiscono sulla lista nera e viene sospesa l'assunzione dei costi delle prestazioni (ad eccezioni di casi d'urgenza medica).
Dal 2012 al 2015 sono 25'334 le persone che sono diventate morose. Di queste 3'548 sono state inserite nella lista nera dopo la verifica con i comuni.
Ogni anno il Cantone paga 17 milioni per coprire le spese degli assicurati morosi, è stato sottolineato in conferenza stampa. Grazie al sistema delle blacklist, introdotto con la legge Lamal nel 2012, si calcola che lo Stato riesce a contenere l'evoluzione della spesa. Anche se la lista nera è andata estendendosi negli anni, la procedura di verifica induce un terzo degli interessati a mettersi in regola con i pagamenti arretrati.
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