
Nella hit parade 2016 delle lamentele dei consumatori svizzeri, al primo posto si trovano, senza sorpresa, le chiamate telefoniche commerciali indesiderate (21%), che sono diventate un vero tormento nella vita quotidiana. Al secondo posto, seguono le controversie legate alla stipulazione di contratti, in particolare alla garanzia dei prodotti (18%), seguiti al terzo dalle pratiche che non rispettano la legge contro la concorrenza sleale (9%). Lo rende noto l'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera Italiana (ACSI), che presenta una classifica nazionale delle proteste espresse dai consumatori in Svizzera.
L’elenco nazionale delle lamentele - che da gennaio a novembre sono state più di 20'600 - comprende i 10 settori per i quali i consumatori svizzeri hanno chiesto consiglio all’ ACSI (2’261), all'associazione romanda FRC (11’731) e svizzero tedesca SKS (6’669). La maggior parte dei reclami riguarda appunto le telefonate indesiderate per le quali la situazione potrebbe cambiare nel 2017. Grazie all’intervento dell’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori, infatti, tre grandi operatori si sono impegnati a predisporre un filtro che permette di bloccare le chiamate non richieste.
I litigi riguardanti le garanzie per eventuali difetti (riparazioni insoddisfacenti, esclusioni o limitazioni arbitrarie della garanzia stessa), come pure le pratiche di concorrenza sleale (email false, annuari bidone, ordinazioni non fatte dai consumatori ma fatturate e altri tipi di inganni), sono pure denunciate frequentemente presso i centri di consulenza. Molto diffuse e causa di proteste anche le pratiche che con falsi pretesti invitano i consumatori a richiamare numeri telefonici a tariffa maggiorata, quelli che iniziano con il prefisso 0901.
Il 7% dei casi riguarda poi la questione sempre attuale delle spese elevate fatturate ai debitori dalle società di recupero crediti, talvolta per somme non del tutto giustificate. Come spiegare infatti che una fattura non pagata di 70 franchi porti a costi di incasso di 140 franchi solo per l’invio automatico di una semplice lettera?
Al quinto posto della classifica figura invece lo scandalo sollevato dal software truccato montato sui veicoli del gruppo Volkswagen per alterare i dati sulle emissioni di sostanze inquinanti. Questo riguarda il 7% dei reclami, percentuale attorno alla quale si attestano pure i problemi con la telefonia mobile, al sesto posto per numero di casi. Seguono poi nell’ordine le problematiche sollevate da assicurazioni malattia (premi elevati, broker poco professionali, rimborsi rifiutati), i litigi nell’ambito dell’e-commerce (compresi quelli per le spese per le pratiche di sdoganamento), i prezzi più elevati che i consumatori svizzeri devono pagare rispetto ai cittadini dell’Unione Europea per prodotti identici (3% delle lamentele) e i servizi finanziari (2%).
Il 17% delle restanti proteste riguarda essenzialmente il malcontento nei confronti di Posta, FFS e canone televisivo, nonché le telecomunicazioni (offerte combinate internet-TV-telefonia), l’etichettatura delle derrate alimentari, l’esposizione corretta dei prezzi e i buoni regalo.
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