
Un vero e proprio diktat. È quanto contiene la singolare lettera inviata dal Centro sociale autogestito (CSOA) di Lugano al Municipio, in merito al sopralluogo effettuato ieri.
Criticando "il maldestro pseudo-dialogo" degli ultimi mesi, gli inquilini (a gratis) dell'ex macello dettano all'Esecutivo le regole per trattare con loro.
Nella lettera, riportata dai quotidiani di oggi, i molinari scrivono di voler "cogliere l'occasione del sopralluogo per ricordare al nuovo Municipio le modalità di comunicazione con la nostra Realtà."
"Non avendo ricevuto una richiesta scritta diretta e in tempi utili, deduciamo che ovviamente il sopralluogo non comprenda l’area occupata dal CSOA. Giovedì in ogni caso NON sarà possibile visitare questa parte della struttura" si legge nello scritto.
"È indispensabile che ogni richiesta giunga con il dovuto anticipo, affinché possa venire presa in considerazione e affrontata" scrive ancora il CSOA. "Le richieste da parte delle istituzioni sono da presentare per iscritto e dovrebbero specificare: data, luogo e ora dell'incontro proposto, motivi, persone presenti."
In conclusione il CSOA scrive al Municipio che "per una comunicazione seria riteniamo basilare la designazione, da parte vostra, di un/a referente chiaro/a come è stato per tutti questi anni, onde evitare il maldestro pseudo-dialogo degli ultimi mesi".
Per ora l'Esecutivo di Lugano non si è espresso in merito alla missiva. L'intenzione, comunque, non pare essere quella di sfrattare il CSOA, bensì di farlo convivere con le varie attività che si intende insediare negli spazi dell'ex macello.
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