
Il Partito socialista di Lugano, nella sua riunione di comitato del 17 aprile, ha adottato una risoluzione concernente le finanze della Città.
Una risoluzione con la quale il partito dà il proprio assenso all'aumento del moltiplicatore d'imposta all'80%, ma pone pure tutta una serie di precise richieste.
"Il Municipio eletto nell’aprile 2013 ha dovuto affrontare con tutta urgenza una situazione finanziariamente non facile" dichiara il PS, lamentando la scarsa preveggenza dei partiti maggioritari PLR e Lega. "Il Municipio ha commesso vari errori di sostanza e di comunicazione, che hanno allarmato la popolazione. Inoltre continua l’opposizione scandalosa della Lega al ritorno del moltiplicatore d’imposta a livelli normali: altro che difendere gli interessi popolari, la Lega difende gli interessi dei ricchi!"
Nel preventivo 2014, il Partito socialista ha deciso di opporsi alle seguenti misure di risparmio: tagli alle mense, asili a orario prolungato e doposcuola per tutti, come pure aumenti eccessivi delle tariffe a carico delle famiglie, tagli sui programmi occupazionali, mancati investimenti nei trasporti pubblici, mancati investimenti nell’alloggio a prezzi accessibili.
Il Partito socialista di Lugano invita quindi il gruppo in Consiglio comunale a approvare l’aumento di moltiplicatore all’80%, "che è il minimo da farsi dato che il moltiplicatore matematico è del 93%, fare proposte volte a sviluppare progressivamente una migliore organizzazione/riduzione eventuali sprechi dell’amministrazione in taluni settori (logistica, comunicazione, gestione dei beni comunali, ecc.) e a prevedere una migliore copertura dei costi di taluni servizi pagati dalla Città, come per esempio certi spettacoli musicali estivi; presentare emendamenti al Preventivo 2014 volti a garantire mense, asili ad orario prolungato, doposcuola accessibili a tutti; presentare emendamenti al Preventivo 2014 volti a garantire sufficienti posti di ricollocamento professionale nell’ambito del programma lavoro cittadino e studiare proposte volte a combattere l’esclusione dal mondo del lavoro e a favorire la (ri)qualifica professionale dei disoccupati; studiare con la Direzione un’iniziativa parlamentare (o eventualmente popolare) per garantire i necessari investimenti nello sviluppo dei trasporti pubblici e per ridurre il traffico automobilistico a Lugano; opporsi a ulteriori spese e investimenti inconcludenti nell’aeroporto, la cui fragilità strutturale sarà accentuata dopo l’apertura di Alptransit e il collegamento ferroviario con Malpensa, prevedendo una riconversione della struttura; battersi per una politica dell’alloggio, che favorisca la residenza dei lavoratori e delle loro famiglie a Lugano.
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