
Vento di novità sul lungolago di Muralto. Oggi l'hotel La Palma, presente da più di cinquant'anni sulle rive del Verbano, si è presentato nella sua nuova veste dopo aver completato un rinnovamento da 12,7 milioni di franchi. Un investimento voluto e necessario, conferma il direttore Philippe Schaerer: «Da una parte si doveva, la struttura ha la sua età. Dall'altra era importante per essere di nuovo attrattivi a livello di mercato». Sanitari, sistemi antincendio, condizionatori, tutto è stato rifatto per volontà della proprietà. Da vent'anni l'hotel è in mano al magnate di origine slovena Pajko Redzepagic, insieme alla seconda generazione di famiglia, le figlie Azra ed Ema, a cui abbiamo chiesto come mai questi investimenti nel Locarnese. «Perché abbiamo visto le prospettive che offrono Locarno e la regione circostante», ci conferma Ema Redzepagic, «regione che peraltro siamo convinti possa essere spinta maggiormente e che possano arrivare più turisti».
D'ora in poi, quattro stagioni
L'hotel, che ora propone in affitto anche tre camere della vicina Casa Palma per un totale di 73 proposte, è tra le prime strutture stagionali della regione che hanno deciso di cambiare e puntare, come suggerisce la strategia di Ticino Turismo, a tenere aperto tutto l'anno. «Abbiamo discusso l'anno scorso come fare. Abbiamo preso la decisione di rimanere aperti quest'anno, come prova per vedere come va. Siamo molto positivi nei confronti della destagionalizzazione: siamo convinti che anche in tutti i periodi si riesce a lavorare». A proposito in Ticino da tempo si discute del turismo elvetico, tanto dipendente dalla meteo, e qui sono in prevalenza i turisti svizzeri. Ma come vedono questo aspetto le giovani imprenditrici con sede a Zugo? «Sono convinta che dobbiamo puntare su ospiti più giovani perché sono interessati ad esperienze più complete», chiarisce Ema. «Poi crediamo nei gruppi, un segmento importante che altri hotel invece non vedono di così buon occhio. È però chiaro che gli svizzeri tedeschi sono molto importanti per noi. È vero che guardano alla meteo, per questo noi vogliamo far capire che ci sono molte cose da fare a Locarno anche se piove. E poi la pioggia ticinese non è come quella zurighese. Inoltre, mi sembra che la loro mentalità stia cambiando. Si tende a decidere più spesso di rimanere in Svizzera per attività e divertimento. Il Ticino è considerato uno dei luoghi migliori in questo senso».

