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Cantonali 2023
Ecco la lista del Centro per il Governo
Daniele Coroneo
4 anni fa
Sulla lista del Centro per il Consiglio di Stato alle elezioni di aprile ci sono Raffaele De Rosa, Maurizio Agustoni, Paolo Caroni, Giorgio Fonio e Laura Tarchini.

Fra le forze rappresentate in Governo mancavano solo loro. E hanno prestato molta attenzione affinché nulla, o quasi, trapelasse. Ora, però, anche il Centro ticinese ha presentato il suo quintetto di candidati per il Consiglio di Stato. Si tratta dell'uscente Raffaele De Rosa, di Maurizio Agustoni, Paolo Caroni, Giorgio Fonio e Laura Tarchini. La presentazione è avvenuta questa sera durante il Comitato cantonale alla sala multiuso di Sant'Antonino, davanti a più di 200 persone. Tre candidati siedono attualmente in Gran Consiglio. A eccezione di De Rosa, per tutti si tratta della prima corsa al Governo. "Sono candidati validi e competenti", per il presidente cantonale Fiorenzo Dadò. "Abbiamo avuto tanti interessati, tanto che avremmo potuto presentare almeno due compagini di valide e validi candidati".

Passalia: "Sosteneteli, a cominciare dal nostro consigliere di Stato"

A presiedere la Commissione cerca del partito era il granconsigliere Marco Passalia. "La base ci ha detto che il nostro consigliere di Stato uscente ha lavorato bene", ha spiegato Passalia. "Abbiamo voluto completare la lista con altri quattro profili che hanno le qualità per fare davvero i consiglieri di Stato, capaci di attirare consensi, anche all'esterno del partito. Inoltre, questa lista non interferisce con il Gran Consiglio, dove si vede veramente la nostra forza. Vi invito a sostenere i candidati, a cominciare dal nostro consigliere di Stato".

Dadò: "Trattamento di Mirante indegno, su imposte di circolazione non permetteremo che ci si prenda gioco del popolo"

Durante il suo intervento in apertura del Comitato, Fiorenzo Dadò (che alcuni avevano indicato come potenziale candidato al Governo), non ha mancato di lanciare delle stoccate verso "due fatti capitati in questi giorni e che non possono lasciarci indifferenti": le discussioni attorno al nome di Amalia Mirante sulla lista Ps-Verdi e il metodo di calcolo della nuova imposta di circolazione, presentato ieri da Norman Gobbi. "Non è certo nostra intenzione commentare la strategia elettorale di altri partiti - ha commentato Dadò - ma quello a cui abbiamo assistito nei confronti di Amalia Mirante non è certo degno di un partito che non esita a ergersi unico detentore della causa femminile. Sui social sono volati insulti, spregio e sberleffo, tirando in ballo anche il colore dei capelli, da parte non solo di anonimi profili, ma anche di esimi esponenti del Partito socialista, senza che la dirigenza abbia battuto ciglio. La causa femminile a sinistra - ha proseguito Dadò, accolto da un applauso - sembra essere come la meteo ai tempi di Stinca". Sulla questione imposta di circolazione, invece, Dadò ha parlato di "una presa in giro dei diritti popolari, un tentativo maldestro di abbindolare i contribuenti per potere continuare a fare cassetta. State sicuri - ha proseguito il presidente, rivolgendosi ai presenti - che con i colleghi Passalia e Agustoni non permetteremo che ci si prenda gioco di quel popolo che il Ministro leghista si è sempre vantato di rappresentare".

"Al tavolo con il Plr"

Dadò ha inoltre affermato di sperare in maggiore collaborazione politica, dopo le elezioni, con il Plr, "in modo che si possa finalmente proporre un programma condiviso, a tutto vantaggio dell'intero cantone".

De Rosa: "La visibilità non a scapito della credibilità"

Fra i candidati, il primo a prendere la parola è stato Raffaele De Rosa, consigliere di Stato uscente del partito. Di Lodrino, classe 1973, attualmente direttore del Dss, De Rosa è in Governo dal 2019, quando estromise il compagno di partito, Paolo Beltraminelli. De Rosa ha citato Umberto Eco all'inizio del suo discorso: "Chi non legge, a settanta anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Anche noi stiamo scrivendo un libro, quello del Centro". Il ministro uscente ha continuato con la metafora del libro, in chiave elettorale: "Oggi scriviamo una pagina importante del nostro libro". De Rosa ha poi ripercorso il lavoro svolto finora alla direzione del Dss, volgendo quindi lo sguardo al prossimo futuro: "Ci attendono tempi complessi, con un clima politico che si sta surriscaldando. Le forze politiche vogliono smarcarsi, ma la visibilità non deve andare a scapito della credibilità. Anche dopo le difficoltà della pandemia, io ci sono", ha concluso.

Caroni: "Mi si dice che sono di destra, ma sono del Centro, dalla testa ai piedi"

Restando nel Sopraceneri, Paolo Caroni, classe 1971, è pure deputato in Gran Consiglio ed è stato municipale e vicesindaco a Locarno. Oggi è presidente della Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia e delle Fart, nonché membro del direttivo della Catef (Camera ticinese dell'economia fondiaria). "Il mio bisnonno, all'epoca, aveva interrotto il suo viaggio di nozze per votare in Consiglio comunale una questione sullo spostamento del cimitero", ha scherzato il locarnese, ricordando le radici famigliari nel partito. "Mi si dice che sono di destra, ma sono del Centro, dalla testa ai piedi", ha poi specificato. "Mi batterò per i principi contenuti nel programma del nostro partito e invito - ha concluso Caroni - a plebiscitare il nostro consigliere di Stato".

Agustoni: "In questi due anni e mezzo, abbiamo cercato di perseguire il buon senso"

Il partito ha pescato fra i banchi del Gran Consiglio anche altri due candidati. Fra questi c'è il capogruppo Maurizio Agustoni, che riveste questo ruolo da 5 anni. Avvocato e notaio, è nato nel 1982 ed è domiciliato a Mendrisio. Agustoni è entrato in parlamento nel 2011. "Il nostro partito ha identificato come suoi tre principi fondamentali i termini 'libertà', 'solidarietà' e 'responsabilità'. Penso che questi possano essere riassunti in una parola: 'serenità'", ha commentato il capogruppo del Centro in Parlamento. "In questi ultimi due anni e mezzo la nostra serenità, soprattutto dei più giovani, è stata messa a repentaglio. Come gruppo del Centro, abbiamo cercato di perseguire il buon senso, rifuggendo gli allarmismi. Se questa sera propongo il mio nome, è pure per ribadire questo nostro approccio alla politica cantonale, anche in termini di imposte e di spesa pubblica".

Fonio: "Non voglio uno Stato assistenzialista, ma uno che incentivi le realtà virtuose"

Oltre ad Agustoni, proviene dal Mendrisiotto anche il terzo granconsigliere in lista: di Chiasso, nato nel 1984, Giorgio Fonio è segretario regionale del Mendrisiotto per il sindacato Ocst. Oltre a essere in Gran Consiglio dal 2015, siede pure nel Consiglio comunale di Chiasso, di cui è presidente. "Successi e sconfitte hanno temprato il mio carattere, ma non hanno scalfito la mia determinazione", ha esordito il granconsigliere momò. "Come altri partiti dibattiamo e discutiamo, ma ci distinguiamo per il rispetto che ci caratterizza. Con me porto il mio vissuto, la mia semplicità e il mio entusiasmo". "Ho il grande desiderio di restituire a questo Paese e a questo partito quanto ricevuto, portando avanti i temi che più mi stanno a cuore", ha proseguito Fonio, affermando di volere raggiungere "i ticinesi delusi dalla politica degli slogan. Non voglio uno Stato assistenzialista, ma uno che incentivi le realtà virtuose che creano e sostengono l'occupazione".

Tarchini: "Siamo il partito dei fatti, al di là degli slogan"

Dal Luganese proviene infine l'unica candidatura femminile sulla lista: Laura Tarchini, nata nel 1978, è attualmente attiva presso Pro Senectute, dove è responsabile della comunicazione e del marketing. Tarchini è stata consigliera comunale fra il 2008 e il 2014, anni nei quali è stata pure presidente del Ppd di Lugano. "Sono certa che il nostro partito possa dare un contributo importante in un periodo difficile come questo", ha commentato la candidata luganese. "Lo abbiamo visto per esempio con l'iniziativa sull'imposta di circolazione. La mia sensibilità, anche legata alla mia professione, porta sulla terza età. Non intendo però tralasciare il sostegno ai giovani, soprattutto in termini di formazione e di ricerca del lavoro. Provo molto entusiasmo per questa nuova sfida - ha concluso Tarchini - siamo il Centro, inteso come partito dell'equilibrio, dei fatti concreti, al di là degli slogan".