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Ticino
Ecco il nuovo ospedale regionale del Sopraceneri, "Un progetto aperto verso il futuro"
Redazione
3 anni fa
Il presidente della giuria e vice-presidente dell'Eoc Andrea Bersani spiega quali sono le motivazioni che hanno spinto a scegliere il progetto vincitore del concorso di progettazione del nuovo Ospedale regionale del Sopraceneri.

"Il profumo dei tigli". È questo il progetto -oggi approvato all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente Ospedaliero Cantonale- che si è aggiudicato il concorso per il nuovo Ospedale regionale del Sopraceneri, che sorgerà nel comparto Saleggina, a Bellinzona. Per capire cosa ha convinto la giuria, quali saranno i prossimi passi e cosa significherà per i ticinesi, Ticinonews ha intervistato Andrea Bersani, presidente della giuria e vicepresidente dell'Eoc.

Cosa vi ha convinti?

"L'elemento più convincente è stato il fatto che questo ospedale si presta molto bene a risolvere tutta una serie di problematiche a livello di funzionalità, inoltre rispetta meglio di altri determinati parametri che erano stati dati al momento del concorso, come ad esempio il suo inserimento nel territorio".

Un ospedale costruito oggi per il futuro, in questo senso su cosa vi siete concentrati?

"Bisogna dire che in ambito ospedaliero le cosa cambiano con una certa velocità, quindi un progetto deve essere aperto verso il futuro e sapersi far trovare pronto di fronte ai cambiamenti. Deve quindi avere una modularità spinta, è questo l'ospedale del futuro: una struttura che permette al suo proprietario di intervenire con i lavori necessari per ammodernarlo senza comprometterne la sua funzione e gli interessi dei pazienti".

Quali saranno i prossimi passi? Avete già un'idea dei tempi?

"A inizio marzo ci sarà la pubblicazione del progetto, quindi ci saranno tutte le possibilità che la legge assegna a livello di ricorsi. A livello pianificatorio e di tempistiche, tutto dipenderà dalla capacità di risolvere i problemi  in quel sedime, dove sono già in atto delle discussioni con il Cantone. L'ospedale San Giovanni, inoltre, è una struttura di 84 anni, quindi bisogna anche iniziare a pensare a una soluzione radicale e smetterle di adottare soluzioni di ripiego aggiungendo e togliendo dei pezzi. Siamo arrivati al limite e questo imporrà un rispetto delle tempistiche relativamente veloci, compatibilmente con quelli che sono i tempi della politica".