
350 posti letto che dal 3 giugno potranno ospitare i richiedenti l’asilo per un massimo di 140 giorni. È questo, per sommi capi, il nuovo Centro federale d’asilo in zona Pasture, inaugurato questa mattina dalla Segreteria di Stato della migrazione (Sem), alla presenza delle autorità cantonali e comunali. Uno stabile “avanguardia tecnica ed edile”, si legge nella nota stampa della Sem, che spiega come l’edificio “contempli più spazio vitale per gli utenti, sia all’interno che all’esterno, con spazi verdi, aree destinate allo sport e delle terrazze”. Le procedure di entrata saranno inoltre semplificate con degli spazi più grandi e appositamente studiati, nonché dei settori amministrativi e di cura ampliati in dimensioni e funzionalità.
"Siamo preparati a eventuali nuove ondate"
In caso di nuove ondate migratorie, come quelle registrate le scorso anno ora anche in Ticino "sono pronti e più preparati", afferma a Ticinonews Micaela Crippa, direttrice della Regione procedurale d'asilo Ticino e Svizzera centrale. L'esperta si dice comunque consapevole che "pianificare è buono, ma a volte improvvisare è meglio". A livello di spazi, quindi, "ci sono i 350 posti letto del nuovo Centro di Pasture, più i 140 dello stabile di via Motta 1B a Chiasso".
"Ulteriori posti letto vanno cercati altrove"
Di altro parere è Luca Pagani, sindaco di Balerna. "Se servono ulteriori posti per una pianificazione d'emergenza, questi vanno ricercati altrove. La regione è grande, comprende la Svizzera centrale e il resto del Cantone. Non si può immaginare di risolvere un'emergenza esclusivamente con il nostro piccolo territorio, che sta già facendo la sua grande parte".
La struttura
Nel dettaglio, il nuovo centro è dotato di un totale di 350 posti letti, di cui -specifica la Sem- 10 camere con 100 letti per famiglie, 16 camere con 124 letti per uomini soli, 9 camere con 90 letti per minori non accompagnati, 6 camere con 36 letti per altre persone bisognose. Una ripartizione che “può essere modificata a seconda delle esigenze derivanti dai flussi migratori”, viene sottolineato nella nota. La struttura è inoltre dotata di due aule scolastiche e le categorie maggiormente vulnerabili disporranno di spazi maggiormente tutelati. Lo stabile ospita inoltre un apposito locale per le attività con la popolazione e la scolarizzazione per i ragazzi dell’età di 16 e 17 anni.
Sicurezza e gestione del Centro
La gestione operativa del sito è di competenza della Segreteria di stato della Migrazione, che ha incaricato due società dell’assistenza ai richiedenti d’asilo e del mantenimento della sicurezza 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La sicurezza è garantita all’interno dello stabile e delle pattuglie esterne agiscono, in coordinamento con le autorità locali di Polizia, nel raggio del CFA. Inoltre, i rappresentanti della SEM, della Polizia Cantonale e Comunale, dei Comuni di Balerna, Novazzano e Chiasso, nonché della società civile collaborano regolarmente, nell'ambito di un gruppo di accompagnamento per garantire il buon funzionamento del CFA.
"Servono regole chiare"
Sempre per quanto riguarda la sicurezza, per il sindaco di Balerna Luca Pagani "servono regole molto chiare e bisogna farle rispettare per mantenere un rapporto non conflittuale con la popolazione. Questo deve essere un luogo di accoglienza e solidarietà, non di scontro, e affinché lo sia, ci sono condizioni imprescindibili che devono essere rispettate".
Spazio anche alla sanità
Al Centro federale d’Asilo di Pasture sono inoltre disponibili dei locali per l’isolamento di persone malate, dei servizi sanitari interni con tre medici generalisti, psichiatria per adulti e gestione delle dipendenze, psichiatria infantile, psicologia per adulti e un ottico. Vi sono inoltre, uno sportello della protezione giuridica, quello dell’IOM per l’aiuto al ritorno e tre assistenti spirituali di cui un Imam. I minorenni saranno seguiti da un team specifico di assistenti e da 11 educatori sociali.
Richiedenti all’asilo più impiegati nella struttura
Nel nuovo edificio gli utenti avranno maggiori possibilità di occupazione, contribuendo attivamente alla vita nel Centro. Oltre alle consuete pulizie, potranno partecipare alla produzione del loro cibo nella cucina, lavorare nella lavanderia interna, nonché occuparsi della gestione degli spazi verdi. Oltre a queste attività, i programmi di occupazione di pubblica utilità aiutano a creare legami con la popolazione locale. Il numero di questi programmi è in aumento in Ticino, grazie al personale supplementare messo a disposizione dalla SEM dall’inizio del 2024.

