
Il numero 142 per l'aiuto alle vittime di violenza, a lungo atteso è realtà in Svizzera. A rispondere alle chiamate nei giorni festivi e fuori dagli orari d'ufficio, gli operatori della Federazione Cantonale Ticinese dei Servizi Autoambulanze (FCTSA), appositamente formati.
«Abituati all'ascolto»
«La Federazione delle ambulanze è già molto abituata all'ascolto», esordisce il presidente Luciano Anselmi. «Abbiamo professionisti che hanno ottenuto un diploma federale dopo un percorso formativo in cui l'ascolto ha giocato un ruolo fondamentale».
Il 142 è un numero completamente anonimo e gratuito. «Non vediamo il numero di chi chiama e non sappiamo chi è la persona dall'altra parte», rassicura Anselmi.
Una porta d'accesso
Un numero che offrirà soprattutto una porta d'accesso diretta per le vittime di violenze fisiche, psichiche o sessuali. Attiva 24 ore su 24, la linea sarà gestita negli orari d'ufficio dal servizio per l'aiuto alle vittime di reato. La sua attivazione è stata salutata questa mattina in Ticino durante una conferenza stampa indetta dal Dipartimento Sanità e Socialità alla centrale comune d'allarme di Bellinzona.
«È veramente una giornata importante: perché dopo i ritardi che abbiamo deplorato a livello nazionale, finalmente questo numero a tre cifre entra in funzione al servizio di tutte le vittime di violenza, dei loro familiari, delle persone vicine o anche dei testimoni», si rallegra il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa. «È uno strumento in più al servizio della popolazione per dimostrare anche la ferma determinazione di combattere la violenza in tutte le sue forme».
Una risposta su tre livelli
Pur non trattandosi di un numero d'emergenza strictu sensu (in caso di pericolo imminente, infatti, il riferimento restano la polizia al 117 o l'ambulanza al 144), il nuovo numero offre comunque una risposta su tre livelli: interventi di crisi, consulenze di base oppure triage, con la persona che viene reindirizzata ad altri servizi competenti.
«Negli orari d'ufficio la consulenza è specializzata, fuori orario invece è una consulenza di base», spiega la delegata per l'aiuto alle vittime Cristiana Finzi.
Obiettivo principe è che chi si trova in situazioni critiche non si senta solo. «È importantissimo che ci sia qualcuno che ti ascolti, ti spieghi e ti accompagni», spiega Finzi. «Una persona che vive la violenza, soprattutto quella interpersonale, necessita di tempo. Prima di decidere se sporgere denuncia o meno, la persona ha bisogno di qualcuno che la capisca e che la informi sui passi che può eventualmente intraprendere».

