
Dalla salute all’arte, passando per l’intelligenza artificiale, la trentesima edizione del Möbius continua a esplorare le trasformazioni del mondo digitale. Accanto agli incontri e alle conferenze, tornano anche i premi dedicati alle eccellenze svizzere e dell’area linguistica italiana. Ecco i vincitori 2026.
I riconoscimenti
Il Premio speciale per la creatività emergente e l’arte digitale, presentato dal Consiglio di Fondazione Möbius in celebrazione del trentennale dell’evento, è andato ad Andreas Gysin e Sidi Vanetti, «precursori riconosciuti e particolarmente meritevoli della scena svizzera, per una ricerca artistica che, muovendosi con rigore e immaginazione tra codice, griglia, immagine computazionale e dispositivi cinetici di visualizzazione, ha saputo trasformare i vincoli tecnici del digitale, dell’elettronica e dei sistemi meccanici in grammatiche visive generative, capaci di rinnovare il dialogo fra arte, tecnologia, percezione e movimento.»
IA protagonista
Nelle parole della giuria composta da Luca De Biase, Andrea Emilio Rizzoli e Marco Zaffalon, «Il Grand Prix Möbius 2026 per l’intelligenza artificiale al servizio della società va a Walter Quattrociocchi per l’impatto positivo dei suoi lavori scientifici e per il sostegno a un’interpretazione ragionevole e sincera dell’intelligenza artificiale.»
«Digitale e medicina»
Ha concluso la mattinata l’assegnazione del Grand Prix Möbius Suisse «Digitale e medicina». La giuria presieduta da Paolo Paolini, congratulandosi caldamente con tutti i progetti in concorso e rimpiangendo il doversi limitare a un vincitore, ha premiato InVirtuoLabs (Gianvito Grasso), perché «esplora le frontiere della chimica generativa, con un alto impatto potenziale sia per il mondo della ricerca sia per la società. Si tratta di un progetto solido sia per gli aspetti scientifici sia per le potenzialità di business».

