
"Siamo arrivati prima della chiusura a 7'000 abbonati con una perdita prevedibile di un centinaio di essi l'anno senza il recupero di una sola unità da decenni a questa parte (...) ora mi si dice che sarebbe pronto un piano di ridimensionamento per produrre un giornale in formato ridotto", le prime parole del vescovo Valerio Lazzeri riferite oggi al Corriere del Ticino.
"Si vuole solo rimandare il problema senza affrontare la vera questione". Ieri, il Pretore di Lugano ha decretato il fallimento del Giornale del Popolo e il vescovo mons. Valerio Lazzeri ha deciso di aprire il libro col Corriere del Ticino.
Tra le righe, risponde indirettamente anche alla direzione del GdP, che ieri si è mostrata polemica nei confronti delle sue scelte. Il vescovo, tra le altre cose, afferma che "non c'è stato nessun fulmine a ciel sereno perché la direzione era informata della situazione in ogni fase." Costantemente. Detto, ridetto e scritto. Situazione sempre minimizzata da parte della direzione".
Prima della chiusura gli abbonati del quotidiano erano calati a 7'000 mentre la situazione finanziaria era diventata "insostenibile". Per i collaboratori è previsto un intervento di solidarietà, i cui contorni si delineeranno nei prossimi giorni.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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