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Ticino
Ecco chi è il presunto mafioso delle Officine
Redazione
12 anni fa
Girava con la Bibbia e salvava vite umane con la Croce Rossa, il 53enne italiano arrestato settimana scorsa per 'ndrangheta

Allora è tutto vero. Alle Officine FFS di Bellinzona ha effettivamente lavorato un operaio che vantava legami con la mafia. E non legami di poco conto, visto che sembra si trattasse di un capo della 'ndrangheta.

Le FFS hanno già spiegato che l'uomo in questione, che ha lavorato a Bellinzona per oltre un anno fino al mese scorso, era stato assunto da un'agenzia interinale, per cui l'ex regia non poteva essere a conoscenza dei suoi trascorsi, sempre che di lui si fosse trattato.

Il Corriere della Sera di oggi, al di là dell'aspetto di chi lo abbia assunto, scioglie tutti i dubbi sull'identità dell'operaio, proponendo un dettagliato ritratto del 53enne italiano (con tanto di nome e foto).

53enne che, ricordiamo, è finito in manette settimana scorsa a Reggio Calabria.

Nel ritratto si sottolinea con certezza l'impiego dell'uomo come pendolare in Svizzera, in qualità di saldatore "in una ditta legata alle ferrovie elvetiche".

"Uomo di sacrificio, uomo votato al prossimo, uomo di fede, uomo titolato. E capo di ‘ndrangheta" lo descrive il Corriere della Sera.

"Alla fine della settimana da pendolare in Svizzera, saldatore di una ditta legata alle ferrovie elvetiche (in crisi, sottolinea il Corriere della Sera), il 53enne dedicava come volontario il sabato e la domenica alla Croce Rossa di Cermenate, paese di residenza."

"Arrivava nella sede della Croce Rossa con badge e Bibbia" racconta il Corriere della Sera, "si fermava a leggerla chiedendo che venisse spenta la televisione. In sede era stimato e rispettato: aveva ottenuto una certificazione per stare a bordo delle ambulanze e l’abilitazione per gli interventi con il defibrillatore. Pare abbia fatto interventi su incidenti stradali e infarti in casa; ha salvato vite; aveva i requisiti per comporre gli equipaggi d’emergenza."

Il quotidiano italiano sottolinea che la Croce Rossa serviva al 53enne per aumentare il suo consenso. Inoltre l'uomo frequentava l’oratorio e potrebbe esser stato decisivo nel sostenere il bilancio in difficoltà di una squadra di basket.

Nel suo periodo alla Croce Rossa era sempre apparso come un bonaccione e non aveva mai dato segni di violenza. Ma dal giorno degli arresti una volontaria della Croce Rossa, che con il 53enne ha vissuto lunghe ore di turno, non dorme. Non tanto per la sorpresa quanto per il terrore che l’altro avrebbe potuto ammazzarla nei momenti di coabitazione.

Il 53enne è stato ora sospeso dalla Croce Rossa, ma non radiato. "Dobbiamo attendere che la sentenza sia definitiva" ha dichiarato il presidente lombardo della Croce Rossa.

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