
È accusato di associazione mafiosa, traffico di droga e armi, usura ed estorsione il 60enne "banchiere" della n'drangheta arrestato lo scorso giovedì a Vacallo. L'uomo svolgeva un'importante funzione all'interno della cosca Libri-De Stefano-Tegano, finita al centro delle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Milano (Dda) che, nell'ambito dell'operazione "Rinnovamento", ha arrestato 59 presunti 'ndranghetisti soprattutto nel capoluogo lombardo. All'appello mancava solo il 60enne. Una volta accertata la sua presenza in Ticino la Polizia federale, di concerto con i carabinieri del Nucleo investigativo, lo hanno arrestato e rinchiuso in carcere a Lugano, in attesa che sia formalizzata l'estradizione.
L'arrestato, rivela il Corriere del Ticino, è Franco Longo, molisano, originario della provincia di Campobasso, attualmente residente in via Bellinzona a Vacallo. Era giunto in Ticino un paio di anni fa e beneficiava del permesso B.
Per l'organizzazione criminale, come suggerisce il suo soprannome, il "banchiere" svolgeva compiti legati al denaro. Secondo gli inquirenti Longo era infatti un punto di riferimento per tutto ciò che concerneva i proventi del narcotraffico e l'attività di strozzinaggio, specie lungo l'asse che unisce Milano al Ticino. A lui si rivolgevano gli 'ndranghetisti che per motivi vari avevano bisogno di banconote da 500 euro, maggiormente occultabili.
L'uomo era sotto osservazione da qualche tempo da parte del Ministero pubblico della Confederazione e la polizia federale. Per tenerlo d'occhio venivano anche organizzati pedinamenti. Ora, come detto, si trova attualmente in detenzione a Lugano.
Le indagini nel frattempo proseguono sia in Italia che in Ticino da parte dell'antenna luganese del Ministero pubblico della Confederazione. Gli interrogatori in corso potrebbero portare a ulteriori sviluppi nella vicenda ed a eventuali nuovi fermi e sequestri.
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