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“È uno scandalo che si venda l’alcol e non le piantine”
“È uno scandalo che si venda l’alcol e non le piantine”
“È uno scandalo che si venda l’alcol e non le piantine”
Redazione
6 anni fa
Il granconsigliere neocastellano Laurent Debrot ha già raccolto oltre 15mila firme per inserire semi e piante tra i beni di prima necessità

Piante e semi dovrebbero essere considerati un bene di prima necessità ed essere liberamente in vendita. È quanto chiede una petizione lanciata su change.org indirizzata alla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga. “Si può acquistare l’alcol e si possono acquistare pomodori provenienti dalla Spagna, ma non si possono acquistare cipolle da semina. È uno scandalo”, ci spiega il granconsigliere neocastellano Laurent Debrot, primo firmatario. Con la sua, oggi, vi sono già oltre 15mila firme.

I mesi cruciali“Negli orti e nei campi si inizia a lavorare l’estate precedente, ma il momento in cui si dà il tutto per tutto per poi avere un risultato è proprio da marzo a maggio, vietare la vendita di sementi e piantine in questo periodo è semplicemente assurdo”, ci spiega a telefono. “Non mi aspetto né più né meno che il Consiglio federale rivaluti il concetto di beni di prima necessità”, spiega. Il granconsigliere ha inviato oggi per la terza volta a Simonetta Sommaruga il testo, le cui sottoscrizioni aumentano esponenzialmente. “Finora non ho avuto risposte da Berna, ma in molti mi hanno dimostrato sostegno.

Dramma economicoAnche molte aziende del settore mi hanno ringraziato, testimoniando il dramma che stanno vivendo”. Nei vivai le piantine infatti non possono attendere i tempi del contagio e se non piantate semplicemente deperiranno, finendo nel compostaggio con gli utili delle aziende che le hanno coltivate. “Un imprenditore mi ha raccontato la sua storia, ha dovuto mettere in disoccupazione un’intera squadra, sta vivendo un dramma inimmaginabile”.

Una opportunitàDebrot aggiunge anche che proprio in un momento come questo, dove le persone hanno forzatamente più tempo libero e i bambini non potranno tornare a scuola per un po’, sarebbe l’occasione per stare a casa e fare l’orto, “è un’occupazione sana e sostenibile”.

L’esempio italianoLa stessa cosa è avvenuta negli scorsi giorni in Italia, dove la vendita di piante e fiori alla fine è stata permessa. Dopo una lettera firmata il 18 marzo dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini, il Governo italiano ha fatto chiarezza sul commercio di piante e fiori al dettaglio. E proprio oggi Coldiretti ha reso noto di aver finalmente ottenuto il via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati e vivai. Per il Belpaese il risultato dell’iniziale blocco è stato quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai.

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