
È già stato definito uno dei casi di pedofilia più gravi della storia del Canton Ticino, quello emerso ieri al Quotidiano.
Un 35enne domiciliato nel Bellinzonese, reo confesso, avrebbe abusato di cinque bambine tra le proprie mura domestiche, in parte con il coinvolgimento di una prostituta sudamericana, che in quattro occasioni avrebbe preso parte ai soprusi dell'uomo.
Secondo quanto aggiunge oggi il Corriere del Ticino, due delle vittime sarebbero figlie di un amico dell'imputato. Inoltre, stando a La Regione di oggi, una vittima avrebbe invece legami familiari con il 35enne.
Sono una settantina le violenze carnali che secondo la procuratrice pubblica Chiara Borelli sarebbero state messe a segno dall'uomo. A queste si aggiungono ulteriori 217 abusi di varia natura, commessi prevalentemente nel corso del 2012.
La perizia psichiatrica effettuata dalla dottoressa Alessandra Canuto per conto della procura non ha ravvisato margini di guarigione per il 35enne. La dottoressa, nelle sue conclusioni, propone quindi come misura più adatta l'internamento a tempo indeterminato.
Sia l'uomo che la donna sudamericana si trovano ora ovviamente dietro le sbarre, in attesa del processo che sarà celebrato in data da stabilire.
L'uomo dovrà rispondere delle accuse di violenza carnale, coazione sessuale e atti sessuali con fanciulli. La donna, invece, unicamente di atti sessuali con fanciulli.
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