
Sei giorni dopo le dimissioni di Matteo Renzi, tocca a Paolo Gentiloni. Il nuovo presidente del Consiglio italiano ha sciolto ieri la riserva in un colloquio di un'ora con il capo dello Stato Sergio Mattarella e ha presentato la lista dei ministri.
Sono 18, di cui 5 senza portafoglio. Maria Elena Boschi sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Dodici le conferme rispetto al governo Renzi. La principale novità è il passaggio di Angelino Alfano dal Viminale agli esteri, mentre il nuovo ministro dell'Interno è Marco Minniti.
Non sono mancate le prime reazioni scettiche di chi vede nel governo-Gentiloni una sorta di Renzi-bis. Abbiamo quindi chiesto un parere ad Alfonso Tuor.
“È una fotocopia del 'Renzi-1', a dimostrazione di questo fatto basti dire che Renzi ha messo in posizioni chiave due suoi fedelissimi: Luca Lotti come sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Maria Elena Boschi come ministro rapporti con il Parlamento. Il problema del governo italiano, ad ogni modo, è ora quello di trovare una soluzione alla crisi finanziaria”.
“È stata data an una settimana di tempo al Monte dei Paschi di Siena per cercare di convincere i detentori di obbligazioni, soprattutto subordinate, a convertire i loro titoli in azioni della banca. Sperano così di raccogliere altri soldi per diminuire gli importi che dovranno chiedere al mercato, ma che il mercato non è disposto a concedergli. Trascorsa questa settimana e costatato il fallimento di questa operazione, è già pronto un piano di emergenza del Ministero del Tesoro italiano per mettere in sicurezza l’istituto più vecchio del mondo”.
“Questo salvataggio non risolve né i problemi del Monte dei Paschi, che deve vendere 28 miliardi di euro di crediti inesigibili, né i problemi delle altre banche italiane oberate da oltre 200 miliardi di sofferenze (ossia crediti inesigibili). In pratica si metterà un cerotto a un sistema sull’orlo del collasso che in ogni caso necessiterà di ulteriori e ampi aiuti pubblici”.
“Su quest’ultimo, però, le nuove regole europee presuppongono che a pagare per primi siano gli azionisti e poi i detentori delle azioni della banca e solo a questo punto può esserci un intervento pubblico. Ma, come si sa, queste obbligazioni sono state vendute in modo truffaldino a piccoli risparmiatori ignari dei rischi che avrebbero corso e che sicuramente diventerebbero una bomba esplosiva sia a livello politico che sociale se venissero chiamati a tappare i buchi a un sistema “marcio”. Questo è veramente il nodo del nuovo governo Gentiloni, che Renzi ha continuamente rinviato e non ha voluto affrontare".
Aggiustamenti all’interno delle diverse correnti che compongono la coalizione. L’unico fatto rilevante è che al gruppo che fa capo a Denis Verdini non è stato dato un Ministero e questo gruppo di transfughi minaccia ora di non votare la fiducia al nuovo governo, che come quello precedenze di Renzi ha i numeri risicati al Senato. Il no di Verdini potrebbe diventare pericoloso per Gentiloni”.
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