
Giorgio Ghiringhelli, fautore dell'iniziativa anti-burqa, era in Piazza Grande a Locarno di prima mattina, in attesa dell'arrivo di Rachid Nekkaz, l'imprenditore franco algerino che intende pagare le multe alle donne che verranno sanzionate nel caso indosseranno il velo.
Nella giornata d'inaugurazione della nuova legge sulla dissimulazione del volto, il Guastafeste indossa una maglietta "speciale", con i colori della bandiera nazionale e la scritta "Je suis Ghiro".
Assieme a lui in piazza un fantoccio con il burqa e un folto gruppo di persone, soprattutto giornalisti provenienti dalla Svizzera tedesca e dalla Germania, scesi appositamente in Ticino per vedere applicare la legge, entrata in vigore per la prima volta in Svizzera.
Ma Ghiringhelli intende far applicare la normativa anche a livello nazionale. In piazza ha infatti allestito una bancarella per raccogliere le firme all'iniziativa popolare "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso", lanciato dal Comitato di Egerkingen, di cui fanno parte anche l'ex consigliera di Stato Marina Masoni (PLR) e Iris Canonica.
Sul posto anche agenti della polizia comunale e il comandante Silvano Stern.
L'imprenditore franco-algerino era atteso per le 11, ma si è fatto attendere qualche minuto, arrivando verso le 11.30: "Inaugurare una legge del genere nel giorno sacro dell'Islam e durante il Ramadan è una dichiarazione di guerra all'Islam pacifico - ha dichiarato Nekkaz - Questo non è un caso, è una decisione politica premeditata".
Come preventivato, assieme a Nekkaz è arrivata la 30enne elvetica Nora Illi indossando un niqab. La Polizia è quindi intervenuta chiedendo documenti e generalità. In compagnia di Nekkaz è stata portata dentro il Municipio.
Nel frattempo in Piazza Grande è andato in scena anche un acceso scambio tra dei passanti. C'era chi urlava "vergogna" all'indirizzo della donna velata e chi invece non ha avuto parole tenere nei confronti degli accusatori.
Gli aggiornamenti su quanto successo nell'articolo "Burqa, scatta la prima multa!"
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