
Al centro della seconda giornata del processo Barbieri alle criminali di Lugano, la perizia degli esperti. Perizia che toglie qualsiasi ragionevole dubbio sulla sequenza degli spari confutando la versione dell’imputato. Ovvero: Antonio Barbieri la sera del 19 agosto 2008 colpì prima Ersan Ozkan, uccidendolo praticamente sul colpo. Il secondo colpo si conficcò nella gamba del fratello Ayhan Ozkan, il terzo nel suo addome. Ma i periti sentiti questa mattina dalla Corte presieduta dalla giudice Agnese Balestra-Bianchi non escludono inoltre che ci possa essere stata una colluttazione tra l’imputato e Ayan durante il primo sparo. Quindi, detto altrimenti, che ci possa essere stato un contatto tra Ayan e Barbieri che abbia potuto influenzare la traiettoria del proiettile che ha ucciso Ersan. La linea difensiva dell’avvocato Ignazio Maria Clemente sembra guadagnare terreno: gli spari potrebbero essere partiti accidentalmente. “È un miracolo che Ayhan sia vivo”, ha dichiarato poi in aula il perito Antonio Osculati dell'Istituto di medicina legale di Varese. I due colpi partiti verso il fratello di Ersan, ha detto ancora il dottore, non hanno leso organi vitali, ma se non fosse stato subito soccorso avrebbe potuto morire. Nel pomeriggio parlerà un esperto bernese di balistica e di armi.
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