Cerca e trova immobili
Ticino
“È un disadattato, un piantagrane cronico”
“È un disadattato, un piantagrane cronico”
“È un disadattato, un piantagrane cronico”
Redazione
7 anni fa
L’accusa chiede 12 anni di carcere per il 23enne presunto responsabile della morte di un 44enne avvenuta a Gordola

“È un piantagrane cronico. Uno sfaccendato, disadattato e aggressivo, che va sempre a cercare lo scontro fisico”. Non è andato per il sottile il procuratore pubblico Arturo Garzoni, chiedendo una condanna a 12 anni per il 23enne di Biasca accusato di omicidio intenzionale per dolo eventuale di un 44enne, avvenuto il 22 aprile 2017 alla discoteca La Rotonda di Gordola.

A fine serata, dopo due precedenti aggressioni all’interno del locale, il giovane “si è trovato la vittima che gli ostruiva il passaggio, lui voleva raggiungere la sua ex ragazza che si era allontanata. Così lo ha colpito da tergo con un gancio destro accompagnato da una spallata. Un colpo da vigliacco”, ha detto Arturo Garzoni.

Un colpo da vigliacco, ma ben valutato: “Da giovane è stato un talento, faceva parte della nazionale svizzera di karatè, si è iscritto alla scuola per sportivi di élite. Lui sa dove colpire per annientare l’avversario”, ha spiegato l’accusa. “Non poteva non sapere che colpendolo in quel modo avrebbe potuto ucciderlo”. Per questo si configura il reato di omicidio intenzionale per dolo eventuale.

Il procuratore pubblico ha poi sottolineato la credibilità dei testimoni, tra i quali un buttafuori del locale che l’imputato avrebbe cercato di incolpare. “Ha cercato di incolparlo sviando la giustizia, addirittura inviando a terzi email farlocche e vergognose”, ha detto Garzoni.

Oltre che di quello di omicidio intenzionale, al 23enne chiede conto anche dei reati di omissione di soccorso, lesioni semplici e minaccia (per i pestaggi all’interno della discoteca), e di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, per aver spacciato oltre quattro etti di cocaina. “Pur di fare la bella vita, si è associato a una banda di albanesi. Criminali veri, con dei tatuaggi di riconoscimento, uomini pericolosi che trafficano droga e prostitute”, ha spiegato Garzoni.

Se la Corte invece dovesse accertare il reato di omicidio colposo, il procuratore ha chiesto almeno 4,5 anni.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata