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Ticino
"È un attentato"
Redazione
12 anni fa
Savoia furioso col Governo. "La Lega ha raccolto 13'000 firme e adesso il popolo deve votare"

Non solo la Lega. Anche il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia, che non ha mai fatto mistero del suo sostegno al referendum contro il credito per Expo 2015, è furibondo con il Consiglio di Stato per la sua decisione di scorporare tale credito. "È un attentato al parlamento e ai diritti popolari" scrive oggi Savoia sul suo blog.

"Stamattina il governo è venuto in Commissione Gestione e Finanze per spiegarci come mai, nonostante il referendum pendente, il Consiglio di Stato abbia deciso di continuare il finanziamento a EXPO2015, incurante delle 13'000 firme raccolte, incurante del fatto che il popolo deve ancora votare, incurante del fatto che il parlamento ha deciso" scrive il leader verde.

"Un vero e proprio colpo di forza, un vero e proprio attentato al parlamento e ai diritti popolari."

"Il governo dice di voler salvare la faccia con gli altri cantoni" prosegue Savoia. "Di salvare la faccia con il popolo ticinese non gli interessa molto, evidentemente. Conta di più fare 'bella figura' con il resto della confederazione che con il proprio popolo? Conta di più andare avanti a testa bassa con una pessima idea."

"Il governo fa strame di una decisione del parlamento (si a EXPO con 3,5 milioni) o di quella possibile del popolo (conferma o cancellazione del credito) e ci dice che 'tanto loro possono spendere' se restano sotto il limite di credito di 1 milione, anche se per farlo dovranno spalmarlo su due anni (visto che i soldi necessari sono 1,6 milioni)" continua il coordinatore dei Verdi. "Ma il problema è politico, caro governo: i ticinesi devono dire la loro sulla partecipazione o no a EXPO. Non è solo una questione di soldi. Adesso è una questione di democrazia e di diritti politici."

"Il governo vuole salvare la propria "reputazione" con gli altri cantoni" scrive Savoia. "Non si rende conto della necessità di salvare la propria reputazione con i ticinesi?"

"La Lega ha raccolto 13'000 firme e adesso il popolo deve votare. E se il popolo vota no, soldi per l'EXPO non se ne devono spendere. Punto. E se il popolo vota sì, il credito è quello approvato dal parlamento, non i soldini raccattati dal governo e in parte già spesi."

"Eravamo abituati al fatto che i governi ignorino il voto del popolo dopo che è avvenuto" conclude Savoia. "Adesso il Consiglio di Stato ci dà una grande novità: ignorare il voto del popolo ancora prima che sia stato espresso. Si tratta di un 'novum' tragico e scandaloso. Il governo se ne assume la responsabilità di fronte al popolo."

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