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Ticino
È tornato in aula "Muscle car"
È tornato in aula "Muscle car"
È tornato in aula "Muscle car"
Redazione
10 anni fa
Due 42enni, un siriano e un comasco, condannati in primo grado, hanno chiesto ieri il proscioglimento in appello

È tornato ieri in aula al Tribunale d'appello di Locarno il caso ""Muscle car", ovvero il più grande giro di compravendita di auto rubate mai emerso in Ticino.

A portarcelo sono state due delle otto persone condannate nel febbraio 2015 dalla Corte delle Assise criminali di Lugano, che non hanno accettato la sentenza in primo grado.

Si tratta, secondo quanto si può leggere sul Corriere del Ticino di oggi, di un 42enne siriano domiciliato nel Bellinzonese, ex titolare di un garage, e di un 42enne commerciante comasco.

In primo grado erano stati condannati a 33 mesi di detenzione, di cui nove da scontare, rispettivamente a 2 anni e mezzo, di cui sei mesi da scontare, per ripetuta ricettazione per mestiere e ripetuta falsità in documenti.

I due però continuano a sostenere di non aver mai saputo che quelle auto fossero rubate e quindi, tramite gli avvocati Fiorenzo Cotti ed Elio Brunetti, si sono rivolti alla Corte di appello.

Il processo si è tenuto ieri. Gli avvocati difensori hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti, in base al principio "in dubio pro reo", mentre la pubblica accusa la conferma delle condanne in primo grado. Per conoscere la sentenza in appello occorrerà in ogni caso attendere qualche settimana, dato che la corte presieduta dal giudice Damiano Stefani ha deciso di prendersi tempo prima di deliberare.

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