
La Bondola, un vitigno autoctono a bacca rossa molto diffuso in passato in tutto il Sopraceneri e oggi vinificato in purezza da pochi professionisti, approda nella famiglia dei Presìdi di Slow Food, che sostengono prodotti di qualità che rischiano di scomparire. È la prima volta che un vino diventa Presidio di Slow Food in Svizzera, annuncia il ramo ticinese dell'associazione che si impegna a custodire le culture e le tradizioni gastronomiche locali. Insieme alla Bondola, entra a far parte dei Presìdi anche la Bondoletta, un incrocio fra la Bondola e un altro vitigno originario dell’arco alpino, che risulta essere oggi molto raro.
Vitigni soppiantati dal merlot
Fino alla metà del secolo scorso Bondola e Bondoletta rappresentavano ancora circa la metà della produzione vinicola ticinese, mentre oggi occupano solo l’1,5% della superficie vitata. I due vitigni autoctoni sono stati progressivamente relegati in secondo piano dal Merlot, più conveniente dal punto di vista agronomico e del mercato. Il forte rischio di cadere nell’oblio per questi due vitigni è stato uno dei motivi che li ha resi eleggibili a progetto per un Presidio Slow Food. "È stato un percorso lungo, ci abbiamo lavorato un anno e mezzo", ci spiega Claudio Poretti di Slow Food Ticino. "Abbiamo ritenuto che la Bondola avesse tutti i requisiti per far parte dei Presidi e abbiamo fatto la proposta alla commissione svizzera. Poi abbiamo inoltrato la richiesta a Slow food internazionale e quando è arrivato l'ok, è stata una grande soddisfazione. È un bel riconoscimento, anche per i produttori interessati, che sono pochi appassionati".
Chi produce il vino di Bondola
Oggi sono cinque le aziende vitivinicole del Sopraceneri che producono vini di Bondola: Chiericati Vini, La Segrisola, Mondò, Pian Marnino e Terreni alla Maggia. Aziende che producono vini dalle caratteristiche diverse: due freschi rosati e cinque rossi fruttati e di buon corpo. La Segrisola produce inoltre la Bondola con una piccola aggiunta di Bondoletta, che non viene prodotta in purezza vista la sua produzione limitatissima.
Maggiore visibilità
Ora questi pochi produttori appassionati potranno presentarsi con un logo specifico, quello del Presidio, e la chiocciola Slow Food, già a partire dalla prossima vendemmia. "Ci sarà maggiore visibilità", spiega ancora Poretti. "Come Slow Food Ticino pubblicizziamo il vino sul nostro sito e lo promuoviamo attraverso iniziative mirate e durante i nostri mercati. Il prossimo sarà sabato 6 maggio in Piazza del Ponte a Mendrisio. Paradossalmente il vino Bondola è più conosciuto in Svizzera interna che nel Sottoceneri. Quando lo scorso autunno lo abbiamo proposto nei nostri mercati, nessuno lo conosceva".
Più vitigni di Bondola
Il lavoro per promuovere la Bondola sta comunque avendo i primi effetti. Due produttori locali hanno infatti deciso di estendere la superficie dei vitigni. "Abbiamo raggiunto il nostro piccolo obiettivo", aggiunge Poretti. In futuro, dunque, la comunità del bondola, che riunisce diversi rappresentanti del settore e che è stata costituita appositamente per raggiungere il traguardo del Presidio Slow Food, potrebbe anche allargarsi.
I presidi elvetici
Altri prodotti fanno già parte dei Presidi elvetici. Se ne contano 20, di cui tre sono ticinesi: i Cicitt delle Valli del Locarnese (antico salume), la Farina Bona di mais tostato e il formaggio Zincarlin della Valle di Muggio. Nel mondo, i prodotti gastronomici tradizionali d’eccellenza a rischio di estinzione inseriti tra i Presìdi Slow Food sono quasi 700. Tra questi, i vini sono una ventina.

