
Si chiama ‘Rebellion week’, una settimana organizzata da alcuni ragazzi del coordinamento ticinese per lo sciopero per il clima con lo scopo di sensibilizzare istituzioni e popolazione sulle problematiche ambientali. Durante questa settimana il coordinamento ha deciso di inviare una serie di lettere ad ogni consigliere di Stato, nelle quali sono formulate delle proposte puntali e pragmatiche che i rispettivi dipartimenti potrebbero applicare per risolvere i problemi legati all'ambiente. Lo scopo è quello di incoraggiare il Governo ad intraprendere dei provvedimenti concreti in favore del clima.
Questa notte alcuni ragazzi del coordinamento, tra i 14 e i 18 anni, hanno manifestato davanti a Palazzo delle Orsoline e Ticinonews ha avuto l’occasione di intervistarli.
Sono le 23, piove, ma voi siete qui a manifestare per salvare il pianeta. Cosa vi ha spinti ad agire con tale motivazione?Abbiamo deciso di proporre questa manifestazione perché riteniamo sia giunto il momento di intervenire seriamente per la salvaguardia del clima. Vogliamo sensibilizzare istituzioni e popolazione. Tutti devono ricevere il nostro messaggio.
Qual è la scintilla che vi ha spinti ad agire? È stata Greta Thunberg a motivarvi?Eravamo molto sensibili alle problematiche ambientali già prima delle azioni di Greta, però dobbiamo ammettere che ci ha dato molto coraggio. Il fatto che una ragazza così giovane abbia avuto un tale impatto internazionale ci ha motivato tantissimo. Chiaramente però ci sono molti altri fattori ci hanno dato la spinta. Molti dei giovani che manifestano per il clima insieme a noi sono stati convolti semplicemente durante le manifestazioni organizzate in Ticino negli scorsi mesi.
Siete molto giovani. Cosa ne pensano i vostri genitori?Ci appoggiano molto, ci ammirano. Ê bello avere il loro sostegno.
Questa settimana le scuole sono chiuse. Dovrebbero essere dei giorni di vacanza, ma voi avete deciso di trascorrere il vostro tempo a manifestare.Certo, le vacanze sono momento per riposare ma il tempo che avremmo potuto dedicare a noi stessi lo dedichiamo la clima. È una causa estremamente importante.
Come vi siete organizzati stasera?Abbiamo portato 2 chili di pizza fatta da noi con ingredienti biologici. Ci sono molte persone che ci hanno portato cose da mangiare e da bere, sentiamo di essere sostenuti. È bello.
Qual è la difficoltà più grande?Resistere durante notte, è difficile rimanere svegli, se ci addormentassimo potremmo essere denunciati per occupazione del suolo pubblico. Facciamo dei turni per dormire.
Avete già mandato 2 lettere ai consiglieri di Stato Zali e Bertoli, le altre sono già pronte?Certo, anche le altre 3 per gli altri Dipartimenti sono già pronte per essere spedite.
Cosa pensate di ottenere concretamente con la vostra azione?Nelle lettere non abbiamo dato solo delle idea, abbiamo dato moltissimi spunti e proposte concrete per ridurre l’impianto ambientale ticinese ad ogni dipartimento. Lo Stato deve permettere ai cittadini di vivere una vita verde con facilità.
Non avete paura che sia un po’ troppo difficile?Stiamo lottando contro un problema enorme che richiede impegno, non possiamo fermarci davanti a nessuna scusa. Dobbiamo fare del nostro meglio per cambiare il mondo.
C’è chi vi critica e vi invita ad andare a pulire i boschi. Cosa rispondete?Le persone che ci criticano giusto per criticare senza proporre idee costruttive non fanno una buona cosa. Pulire un bosco è un’azione nobile ma non cambia il pianeta, noi vogliamo che il nuovo Governo metta in atto una politica ecologica. Che la salvaguardia del pianeta sia presa in considerazione in tutte le decisioni governative. Solo così si potrà cambiare qualcosa. Le critiche non costruttive non portano a nulla.
Qual è per ognuno di voi la priorità per il Cantone?Le cose da fare sono moltissime, per prima cosa bisognerebbe iniziare ad investire maggiormente nelle energie rinnovabile, sensibilizzazione le persone sull’alimentazione, in quanto quello che mangiamo ha un impatto ecologico, bisognerebbe fare capire alle persone tutto ciò che stanno causando i cambiamenti climatici a livello globale, sensibilizzare la popolazione ad un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici ed ampliare la loro rete, incentivare il consumo di prodotti locali, incentivare il bike e il car-sharing. C’è tantissimo da fare.
Le mantelline di plastica che indossate sono ecologiche?La plastica non è satana, è un ottimo materiale, bisogna saperlo valorizzare senza sprecarlo. Il problema è la plastica monouso, non le mantelline. La società abusa della plastica, bisogna imparare ad utilizzarla bene.
Un messaggio per i nostri lettoriVenite a trovarci a parlare con noi. Bisogna stimolare il dibattito. Le critiche costruttive sono ben accette.
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