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Ticino
"È stato un atto medico di pochi secondi"
"È stato un atto medico di pochi secondi"
"È stato un atto medico di pochi secondi"
Redazione
10 anni fa
L'avvocato del dottor Rey spiega: "È tornato in clinica, sì, ma con il consenso della paziente e della direzione"

Il legale del dottor Piercarlo Rey, avvocato Tuto Rossi, reagisce alla notizia del ritorno del medico nella sala parto della Clinica Sant'Anna nonostante la sospensione decisa nei suoi confronti dal DSS (vedi articolo suggerito), tramite un comunicato intitolato "La solita notizia Findus de La Regione che pesca nel torbido". 

"La Regione di oggi scongela dal suo congelatore una notizia del 12 dicembre 2015 e la gonfia a dismisura per spacciarla come d’attualità" esordisce l'avvocato Rossi. "Ecco invece i fatti veri e documentati."

"Il dottor Piercarlo Rey segue dal 1999 una signora come medico di fiducia e come intimo conoscente di famiglia" spiega il legale. "Di questa signora, il Dottor Rey ha seguito tutte le gravidanze. Nell’estate 2015 viene diagnosticato a questa signora un gravissimo problema con pesanti ripercussioni morali e psicologiche. La signora viene ricoverata alla Clinica Sant’Anna dal 28 al 31 agosto 2015 e il Dottor Rey la visita tutti i giorni. Il 16 settembre 2015 arriva la sospensione del dottor Rey. Immediatamente il Dottor Rey si preoccupa di introdurre i suoi pazienti presso nuovi medici. Affida questa signora a specialisti e grazie alle sue conoscenze la fa visitare da un Professore universitario di Berna, che purtroppo conferma la disastrosa diagnosi. Il 12 dicembre 2015, questa paziente viene ricoverata alla clinica Sant’Anna per opera di un medico accreditato, a cui è stata affidata dal dottor Rey. La famiglia, moglie e marito, hanno pregato il dottor Rey di essere presente il giorno dell’intervento come amico e sostegno morale e umano. Questa richiesta è stata accettata dal medico della clinica."

"Verso le ore 04:50, l’ostetrica ha telefonato al dottor Rey che la paziente e suo marito lo pregavano di venire in sala operatoria per un sostegno morale e umano. Il dottor Rey è quindi intervenuto per questi motivi umanitari" prosegue l'avvocato Rossi. "Al suo arrivo in sala il dottor Rey ha parlato con il marito e con la paziente, la quale era molto preoccupata e ansiosa. Il dottor Rey non ha diretto l’intervento, né ha dato ordini, perché era chiaro a tutti che lui era presente solo per sostenere e per accompagnare la famiglia in questo duro momento. Nell’attimo decisivo il dottor Rey, ha compiuto un atto medico (di pochi secondi) che normalmente viene eseguito dall’ostetrica. Lui stesso ha segnalato e spiegato questo fatto la mattina stessa al medico cantonale (e non soltanto la clinica come falsamente scrive la Regione). Le autorità sanitarie cantonali sono state immediatamente e esaustivamente informate dal dottor Rey."

"Il 1° febbraio, come atto dovuto, la Commissione di vigilanza sanitaria ha aperto un procedimento amministrativo che è tuttora in corso e che il dottor Rey ha chiesto di abbandonare" scrive ancora l'avvocato Rossi. "Alla fine la paziente è stata felice e riconoscente verso il dottor Rey per il sostegno ricevuto in quel drammatico frangente. Non c’è dunque stata nessuna “operazione del dottor Rey” che ovviamente era presente con il consenso della clinica.

"Ma le scorrettezze giornalistiche de La Regione sono note in tutto il Ticino e non stupiscono più nessuno" conclude l'avvocato Rossi. "Anche in questo caso hanno confezionato, chiotti chiotti, il loro piccolo scoop, guardandosene bene dal interpellare l’interessato. Altrimenti avrebbero dovuto scrivere la verità. Resta invece da chiedersi di chi è il burattinaio che ha tirato i fili e che fini persegue."

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