Cerca e trova immobili
Ticino
"È stato descritto come incapace e violento, va risarcito"
"È stato descritto come incapace e violento, va risarcito"
"È stato descritto come incapace e violento, va risarcito"
Redazione
7 anni fa
La pp Margherita Lanzillo chiede la conferma di 90 aliquote per Sansonetti, la difesa il proscioglimento e 55mila franchi di risarcimento

Quando l’inchiesta Argo 1 è iniziata, le accuse contro Marco Sansonetti erano tante. Si parlava anche dell’ipotesi di corruzione. Ma di ciò non è stata trovata prova, ha sottolineato a inizio requisitoria la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo.

A carico del responsabile operativo della società di sicurezza, che ricevette il contestato mandato cantonale, sono rimasti solo tre capi d’imputazione: coazione o abuso d’autorità, per l’episodio del richiedente asilo minorenne ammanettato in doccia, e infrazione alla legge federale sull’AVS. Reati per cui Margherita Lanzillo ha chiesto la conferma della condanna a 90 aliquote giornaliere.

Condanna che va confermata per la testimonianza della vittima, ma anche per le testimonianze degli altri dipendenti di Argo 1 presenti quella sera, il 21 gennaio 2017. Sansonetti avrebbe anche aggiunto al rapporto di quella notte delle telefonate che i colleghi gli avrebbero fatto per informarlo sulle condizioni del minorenne. Chiamate mai effettuate e inserite secondo l’accusa, solo per il senso di colpa e per dimostrare falso interesse sul benessere del richiedente asilo.

Secondo Margherita Lanzillo, Sansonetti sapeva benissimo anche di pagare in nero le ore straordinarie dei dipendenti Argo 1, per cui si configura l’infrazione alla Legge federale sull’AVS. Ipotesi confermata secondo l’accusa sia dai dipendenti che dall’amministratore della società.

Il difensore Olivier Ferrari, ha dapprima sottolineato come Marco Sansonetti sia stato descritto in questi anni come un “incapace, violento, usuraio, truffatore, corruttore” e via discorrendo. Accuse che alla luce del decreto d’accusa sono cadute nella stragrande maggioranza. Accuse basate sulle dichiarazioni di alcuni testimoni, “chiamiamoli testimoni”, ha detto Ferrari.

Per quanto riguarda le imputazioni sopravvissute alla lunga inchiesta, il difensore ha sottolineato come la decisione di ammanettare il richiedente asilo sia stata presa dalla polizia, mentre Sansonetti avrebbe esposto i suoi dubbi sul modo di procedere. Spiegando come il richiedente asilo fosse incontrollabile, “indiavolato”, come ha spiegato l’imputato al giudice Siro Quadri. L’unico intervento fisico è stato fatto, ha aggiunto Ferrari, per impedire che il ragazzo si facesse male cercando di liberarsi dalle manette. Le provocazioni di Sansonetti nei confronti del ragazzo ammanettato, inoltre, sarebbero contenute solo nelle testimonianze degli agenti che quella sera non erano presenti. “Non ha voluto umiliare in nessun modo il minorenne”.

L’ultimo reato poi, infrazione alla Legge federale sull’VS, secondo la difesa non può essere imputato a Sansonetti perché non aveva nessuna titolarità della Argo 1 e non ne era beneficiario economico. “Era a tutti gli effetti un dipendente della società e, inizialmente pagato anche abbastanza poco”, ha detto Ferrari. Non avrebbe mai beneficiato degli utili. Così come non si sarebbe mai occupato di contabilizzare, quantificare o calcolare i salari straordinari per i dipendenti. “Non si occupava nemmeno di stilare i piani di lavoro, che venivano redatti da due dipendenti di Argo 1”. Tutte le decisioni amministrative, in più, venivano prese dall’amministrazione Davide Grillo.

Sansonetti ha chiesto anche 4’800 franchi per ingiusta carcerazione e 50mila franchi per torto morale.

La decisione del giudice Siro Quadri sarà comunicata domani a partire dalle 15.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata