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“È solo un caso che non ci sia scappato il morto”
“È solo un caso che non ci sia scappato il morto”
“È solo un caso che non ci sia scappato il morto”
Redazione
7 anni fa
Chieste pene dai 5 anni ai 6 anni e mezzo per i quattro della rissa all’esterno del Blu Martini dell’ottobre 2017

Due bande abituate a menar le mani, con spregio della persona e coinvolte in risse e aggressioni già in precedenza. “Dei protagonisti annunciati”, così il procuratore pubblico Moreno Capella ha descritto i due gruppi che si sono scontrati il 21 ottobre del 2017 davanti al Blu Martini di Lugano, con tre persone rimaste ferite da arma da taglio.

Il procuratore ha chiesto una condanna per tentato omicidio. “È solo un caso che non si sia giunti all’omicidio”, ha detto Capella. I fendenti di lama infatti erano indirizzati a parti potenzialmente letali e sono stati ripetuti. Le pene richieste sono di 6 anni e mezzo per il 46enne cubano che brandiva il coltello, di 5 anni e mezzo per il 24enne svizzero di origine serba principale organizzatore del regolamento di conti. Cinque anni invece per il boliviano e il cubano di 24 e 26, residenti nel Mendrisiotto. Per questi ultimi è stata chiesta anche l’espulsione dalla Svizzera per dieci anni.

Nella sua arringa la pubblica accusa ha spiegato come fosse “chiaro a tutti che quella sera qualcosa bolliva in pentola, che si sarebbe arrivati al confronto e allo scontro”. Anche i buttafuori del locale notturno sapevano che qualcosa stesse per succedere.

L’accusa ha descritto i partecipanti alla rissa come dei veri e propri pericoli per la sicurezza della vita notturna ticinese, protagonisti anche di episodi di violenza nei confronti di avventori comuni di discoteche e bar. E non si parla solo di botte, ma anche di umiliazioni. Esemplare in tal senso la foto trovata sul cellulare di uno degli imputati in cui lo si vede urinare su un ubriaco in difficoltà.

Ancor più preoccupante il fatto che l’istigatore dello scontro, secondo Moreno Capella, sia un uomo ancora ricercato. Un italiano presente quella sera, fornitore della pistola, e “interessato a fare il burattinaio delle gang locali per interessi propri”.

Nel pomeriggio la parola passerà alle difese dei quattro uomini.

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