
Cosa succedere se i cittadini di Lugano dovessero decidere di bocciare il credito da 102 milioni per il Programma di agglomerato del Luganese (PAL2)?
È quanto ha chiesto il Municipio di Lugano in una lettera inviata lo scorso agosto al direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali.
Prendendo spunto da quella lettera, i deputati Raoul Ghisletta (PS), Sergio Savoia (Verdi) e Tamara Merlo (Verdi) hanno inoltrato oggi un'interrogazione al Consiglio di Stato.
Anche perché ritengono che alla questione posta dalla lettera di Lugano sia il Governo in corpore a dover dare una risposta.
"A noi pare evidente che in caso di rifiuto del credito gli organi competenti, in primo luogo il Cantone, dovrebbero ripartire dal rapporto di minoranza (parzialmente contrario al credito) della Commissione della gestione della Città di Lugano e giungere in tempi rapidi con un progetto più sostenibile ambientalmente e finanziariamente come richiesto dal citato rapporto" scrivono Ghisletta, Savoia e Merlo. "Un precedente si ebbe già alcuni anni fa nella bocciatura popolare della cosiddetta Bretella della Montagna a Rancate: il messaggio per il credito complessivo per il piano dei trasporti del Mendrisiotto venne ripresentato dal Governo senza il credito per la Bretella, in quanto le restanti opere non erano state contestate dai referendisti."
Inoltre i tre deputati chiedono lumi al Consiglio di Stato sull'mpegno nella campagna referendaria dei Municipi e della Commissione regionale dei trasporti del Luganese.
"Assistiamo a prese di posizione contro il referendum da parte di Municipi/municipali di Lugano/del Luganese e del presidente/dei membri della Commissione regionale dei trasporti del Luganese" scrivono nell'interrogazione. "Ci sono anche dei municipali di Lugano e di Massagno che parteciperanno a dibattiti tv."
Facendo riferimento a una circolare della Sezione enti locali, che sottolinea come spetti ai partiti (e non ai municipali) il ruolo principale nelle campagne sulle votazioni cantonali e locali, Ghisletta, Savoia e Merlo chiedono al Consiglio di Stato "se intende fornire delle direttive chiare per fissare i limiti dell’intervento degli organi comunali e sovracomunali, come pure per evitare situazioni di conflitto d’interesse nella votazione comunale a Lugano sul credito di 102 milioni di franchi a favore del PTL/PAL2 del Luganese."
Le domande dell'interrogazione sono quindi le seguenti:
"Quale posizione ha il Consiglio di Stato in merito all’allegata lettera del 6 agosto 2015 del Municipio di Lugano?"
"Quali limiti esistono per l’intervento finanziario e politico del Municipio di Lugano, dei Municipi del Luganese e della Commissione regionale dei trasporti del Luganese, come organi e come membri singoli, nella campagna sulla votazione concernete il credito PTL/PAL2 di 102 milioni di franchi a carico della Città di Lugano?"
"Quali limiti ritiene il Consiglio di Stato si pongano per questi organi pubblici nella citata campagna referendaria sul credito PTL/PAL2 per lo stanziamento di mezzi finanziari? E per l’impiego di dipendenti?"
"Intende fornire delle direttive chiare e tempestive in vista della citata votazione ai vari organi pubblici coinvolti?"
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