
La decisione immediata dell’ormai ex vicepresidente Evaristo Roncelli di lasciare la direzione del PS era stata da lui definita come “un primo passo per recuperare, insieme a molte altre persone, il diritto di esprimere liberamente le nostre opinioni”. Accuse dirette erano state rivolte proprio alla direzione del partito; accuse di metodo e di merito, alle quali i co-presidenti Laura Riget e Fabrizio Sirica hanno replicato rivendicando il percorso aperto e democratico che ha portato alla costruzione di un’alleanza con i Verdi e all’impostazione della lista per il Consiglio di Stato. Durante la puntata di “Detto tra noi” Roncelli e Riget ne hanno dibattuto faccia a faccia.
Riget: “Accuse pesanti e ingiustificate”
Roncelli in una lettera ha accusato il Partito Socialista di “essere ostaggio dell’estrema sinistra”, inoltre viene citato un clima di epurazione di pensiero in cui troppe volte “è stato costretto a tacere troppo a lungo anche le proprie idee e posizioni politiche” perché temeva una sorta di ritorsione interna. Per Laura Riget si tratta di “accuse pesanti, che non condivido. Umanamente mi dispiace molto che Evaristo abbia voluto dare le dimissioni, ma politicamente penso però che sia comunque un atto dovuto e coerente”. Per Laura Riget “non ha senso essere vicepresidente in un partito se non ci si identifica in quello che è il progetto principale che la direzione sta cercando di portare avanti: un progetto di alleanza rosso-verde, di rinnovamento, che vuole dare il meritato spazio politico ai giovani. Restare vicepresidente quindi non ha senso”. Tornando invece alle accuse Riget sostiene di non capirle e le reputa “molto pesanti e ingiustificate”, in quanto il PS è un partito aperto al dialogo, “dire che non c’è spazio al dialogo e che non è possibile esprimere la propria opinione non lo capisco e mi dispiace”.
Roncelli: “Dei comportamenti inaccettabili”
“Lo spiego in maniera molto chiara: durante l’ultima direzione, quella dove si sono scelte le candidature, io sono riuscito a farmi sentir dire da un membro di quella direzione che ero una persona inutile per la società”, ha detto Roncelli in risposta alle affermazioni di Riget. Un atteggiamento ritenuto dall’ex vicepresidente “inaccettabile e secondo me non è il modo in cui si gestiscono questi discorsi. Quello che poi succede è che le persone evitano di dire quello che vogliono dire perché hanno paura di finire tacciati, insultati o trattati male da una serie di persone che sono intolleranti alle idee diverse dalle loro”.

