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Ticino
È record di padroncini
È record di padroncini
È record di padroncini
Redazione
10 anni fa
Nel primo semestre 2016 sono fortemente aumentati. "Speravamo in una contrazione, ma non è andata così"

Altro che contrazione. Se i dati dei primi due mesi del 2016 lasciavano trasparire un leggero calo del numero di notifiche per lavoratori distaccati e padroncini in Ticino, i dati complessivi dei primi sei mesi dell'anno indicano invece un ennesimo forte incremento.

A scriverlo è il Giornale del Popolo, che pubblica oggi i dati forniti dall'Ufficio cantonale di statistica e dal direttore della SSIC e segretario dell'Associazione interprofessionale di controllo Nicola Bagnovini.

Le persone notificate da gennaio a giugno sono state 16'426, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A crescere sono state soprattutto le assunzioni di lavoratori esteri da parte di datori di lavoro ticinesi (+20,4%).

Sono aumentati pure i giorni di lavoro svolti dai lavoratori notificati, che sono passati dai 291'740 del primo semestre 2015 ai 326'810 del primo semestre di quest'anno, per un incremento del 12%. Il GdP ricorda che dieci anni fa i giorni di lavoro svolti da padroncini e distaccati erano solo 131'520.

I settori in cui questa tipologia di lavoratori è maggiormente presente sono quelli dell'edilizia e del genio civile, dell'industria, della fornitura di personale a prestito e del commercio.

"I primi due mesi del 2016 avevano fatto sperare in una certa contrazione del fenomeno in Ticino" dichiara Bagnovini. "Purtroppo, dal mese di marzo il numero di notifiche di distaccati e indipendenti è di nuovo salito. Analizzando i valori complessivi relativi al 1° semestre di quest'anno si nota dunque un preoccupante incremento di questi indicatori. Le proiezioni fatte per la fine dell'anno raggiungono le 45'000 notifiche, che, considerando i giorni di attività svolta, corrispondono complessivamente a più di 1'100 addetti a tempo pieno."

"Sarà difficile far fronte a questa situazione" conclude Bagnovini, "almeno fino a quando non ci sarà una netta ripresa dell'attività edile in Italia e i ticinesi faranno maggiormente capo alle ditte locali."

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