
La democrazia è ancora di casa a Porza? Secondo il gruppo Insieme per Porza no.
In un comunicato odierno il gruppo scrive che la Sezione degli enti locali ha ricordato all'Esecutivo di Porza che "in nessun caso il Municipio può decidere unilateralmente e senza il consenso dell’interpellante di trasformare un’interpellanza in un’interrogazione".
Eppure ciò a Porza è avvenuto.
"C’è chi dice che alla maggioranza liberale sia scappata la frizione, c’è chi dice che semplicemente se ne fregano dei rudimenti della convivenza civile" scrive il gruppo. "Fatto sta che a Porza siamo passati da una democrazia compiuta ad una Kabinettjustiz che sinceramente non mancava a nessuno. E a cui noi ci opponiamo con forza."
"Lo scorso 1° giugno" prosegue il gruppo, "il Municipio di Porza ha bandito un concorso per l’assunzione di un dipendente comunale decidendo di applicare il Codice delle obbligazioni invece di applicare il Regolamento organico del personale del Comune, ovvero la “legge” di Porza. Non ci stupiamo: la maggioranza è ora in mano al PLR, i liberali credono nell’ideologia del libero mercato e nessun regolamento li può fermare. Noi siamo rimasti indignati e abbiamo quindi chiesto una discussione politica su questo concorso contrario alla nostra legge."
"Come Insieme per Porza abbiamo deciso di inoltrare un’interpellanza al Municipio, cercando di capire come mai volesse aggirare la legge che i cittadini porzesi si erano dati democraticamente" si legge nel comunicato. "La domanda politica è chiara: per caso il Municipio di Porza non apprezza le nostre leggi? Perché – lo sanno anche i sassi – se c’è una legge sui dipendenti pubblici bisogna applicare quella e non il Codice privato."
"Lo strumento dell’interpellanza è conosciuto a tutti i livelli di una democrazia avanzata e trasparente come quella svizzera" scrive ancora il gruppo. "Vale nel Parlamento federale, vale in quello cantonale e vale anche nel Consiglio comunale di Porza. A differenza dell’interrogazione, che viene evasa per iscritto, con l’interpellanza il Municipio risponde a voce, in pubblico, durante la seduta del Consiglio comunale. Alcune cose bisogna dirle guardandosi negli occhi, non basta nascondersi dietro ad un intervento scritto."
"Il Municipio (liberale di nome, ma non di fatto, e qua ce ne sono le evidenze) ha agito in modo a dir poco dispotico, da padre-padrone" sostiene il gruppo Insieme per Porza. "Ci ha scritto una lettera pacata nei toni, ma pesante nei contenuti. Si è permesso di trasformare la nostra interpellanza in interrogazione, affermando che i rapporti di lavoro sono di sua esclusiva competenza e che in ogni caso il tema specifico non era di interesse generale. Non era quindi necessario parlare di questa faccenda a voce, ma ci salutava comunque cordialmente."
"In una società avanzata come la nostra l’organo legislativo ha la funzione di controllare che i Ministri (o i Municipali) lavorino bene" scrive ancora il gruppo. "Abbiamo chiesto quindi agli Enti locali di intervenire di fronte a questo arbitrio palese da parte del Municipio. La risposta degli Enti locali è stata univoca: come detto, l’interrogazione non poteva essere trasformata e «le informazioni richieste tramite interpellanza potevano rientrare tra gli oggetti di interesse collettivo». Quindi noi avevamo il diritto di parlare della questione in pubblico davanti a tutti."
"Non si è mai visto che i Municipali decidano cosa devono fare i Consiglieri comunali nella loro attività di sorveglianza. Non si è mai visto che il Municipio tratti donne e uomini democraticamente eletti come se fossero solo un fastidio" conclude il gruppo Insieme per Porza. "È questa una democrazia?"
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