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Ticino
È primavera a febbraio
È primavera a febbraio
È primavera a febbraio
Redazione
8 anni fa
Luca Nisi di MeteoSvizzera: "Oggi siamo circa 10-12° C sopra le medie stagionali". E nei prossimi giorni non cambia...

Un venerdì che a tutti gli effetti sa di primavera, anche se le cime imbiancate e il calendario ci ricordano che siamo ancora in pieno inverno. All’inizio della bella stagione manca poco meno di un mese. Eppure in questo febbraio le colonnine di mercurio continuano a registrare temperature sopra la media stagionale. "Sicuramente possiamo dire che oggi è stata una giornata primaverile" conferma Luca Nisi di MeteoSvizzera ai microfoni di TeleTicino. "Abbiamo temperature massime che, grazie al favonio, hanno toccato i 22,5°C. La sequenza di giornate calde è iniziata ormai da 15 giorni e con temperature in pianura sempre tra 2 e 5°C sopra la media, in montagna fino a 10°C. Oggi con il favonio, anche in pianura siamo all'incirca 10-12°C sopra le medie stagionali".

Non è una situazione così inusuale, tiene a precisare il previsore. In passato, per effetto del favonio, a Locarno e Lugano sono già stati raggiunti anche i 24-25 gradi nel mese di aprile. A colpire è piuttosto la serie di giornate con un clima sopra la media stagionale. Spulciando le statistiche emerge che un febbraio simile a questo si ebbe anche nel '89 e in alcuni anni Novanta. Ma febbraio 2019 resterà nella storia come uno tra i più caldi?

"Considerando le previsioni fino a fine mese, questo febbraio si posizionerà con buona probabilità nei primi 5 mesi di febbraio più caldi dall'inizio delle misurazioni, quindi dal 1864. Però non siamo molto lontani dal primo posto". 

Per quanto riguarda i prossimi giorni, non sono previste grandi variazioni fino al 3 di marzo. Solo domani si assisterà ad una lieve diminuzione delle temperature, determinata dall’afflusso di aria fresca dalla pianura Padana che causerà, nel Ticino centro meridionale, possibili banchi di nebbia. Poi da metà della prossima settimana si tornerà ad un clima decisamente mite. Non solo in pianura.

"Lo zero termico, anche in montagna, salirà fino a valori quasi estivi fino ai 3600 metri di quota" spiega Nisi. "C'è chi è contento, chi invece non lo è. Chiaramente la sequenza di mesi con temperature al di sopra della media e di annate, soprattutto partire dagli anni 90 e con un peggioramento diciamo dal 2010 sono piuttosto preoccupanti. Adesso possiamo dire con una certa sicurezza che sono proprio gli effetti dei cambiamenti climatici. La situazione è per ora sotto controllo. Il favonio ha ripulito l'aria abbassando i valori delle polveri fini che sono costantemente monitorate dal Dipartimento".

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino 

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