
Daniel Koch dell’Ufficio federale di sanità pubblica durante la conferenza stampa di giovedì (e poi ribadito venerdì) ha dichiarato che "i bambini non si ammalano e non sono vettori della malattia". Affermazione quest’ultima che ha innalzato un polverone di dubbi in gran parte della popolazione elvetica, compresa quella ticinese. Ma a che punto siamo con la ricerca? Siamo davvero sicuri che si possa affermare che i bambini non contraggono la malattia?
La comunità scientificaLa comunità scientifica sta continuando ad effettuare ricerche su ricerche ma una cosa sembra chiara: è prematuro dare risposte così definitive sull’infettività o meno dei bambini, anche perché, doveroso sottolinearlo, al momento il comportamento del virus non è ancora stato completamente definito. Non mancano però gli studi sul tema. Quello più citato viene dalla Cina ed è stato pubblicato il 16 marzo sulla rivista americana Pediatrics. Sono stati esaminati oltre 2’000 bambini cinesi: sia casi confermati che sospetti. In sostanza si afferma che anche i bambini possono ammalarsi di Covid-19, ma normalmente il decorso della malattia è meno grave rispetto agli adulti. Ma, sottolinea: anche i bambini sono vulnerabili. Al momento lo studio è diventato una sorta di riferimento proprio per l’ampiezza dell’indagine.
L'Università di Cagliari in queste settimane si sta occupando di uno stato dell'arte della ricerca scientifica sul coronavirus e l'infanzia. Una recente pubblicazione, fra le varie conclusioni, ci dice che la diffusione del virus fra i bambini potrebbe essere sottostimata. Presentando meno sintomi e con un decorso più breve, spesso i più giovani non vengono testati per il coronavirus, sfuggendo così alle statistiche.
I colleghi di Teleticino hanno raggiunto telefonicamente il professor Vassilios Fanos dell'Università di Cagliari a capo di questo gruppo ricerca. Interpellato sulle dichiarazioni di Koch, Fanos è stato molto cauto nel fare affermazioni: "L’unica certezza che abbiamo oggi riguarda l’ancora scarsa conoscenza del virus anche dal punto di vista pediatrico".
L’argomento ha fatto molto discutere un po’ ovunque, dalla comunità di pediatri ticinesi a quelli italiani. E, proprio il presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto Villani, sulla questione della maggiore trasmissibilità del virus da parte dei bambini ha dichiarato in un articolo apparso sul quotidiano Il Giornale il 14 marzo: "Chi ora si sbilancia a dire delle cose che non possano essere scientificamente dimostrate, buon per lui, ma al momento non c'è nessuna dimostrazione che siano più o meno diffusivi degli adulti. L'unica certezza è che i bambini, come dicevamo, sviluppano forme lievi e forse proprio per questo diffondono il virus senza che sia palesemente evidente".
A livello ticinese, lo ricordiamo, lo stesso Giorgio Merlani ha esposto un'opionione diametralmente opposta a quella di Daniel Koch dicendo che tutti siamo vulnerabili alla malattia e, dai dati mostrati durante la conferenza stampa risultano positivi anche i più giovani.
In sostanza?Sostanzialmente su appoggio anche della scienza è importante ribadire che non si può oggi dire con certezza se i bambini siano o meno dei vettori della malattia. La nuova malattia è ancora da scoprire e l'atto di affermare con certezza l'immunità totale dei bambini pare un po' azzardato. Per questo motivo anche le autorità ticinesi ribadiscono: "Mantenete le distanze e fate in modo che non ci siano scambi di generazione, cercate di tenere duro".
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