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È polemica sulla naturalizzazione dell'Imam del Gottardo
È polemica sulla naturalizzazione dell'Imam del Gottardo
È polemica sulla naturalizzazione dell'Imam del Gottardo
Redazione
8 anni fa
Il consiglio comunale di Wil ha concesso la cittadinanza svizzera a Bekim Alimi, ma gli oppositori non mollano

Oltralpe è polemica sulla naturalizzazione concessa il 5 aprile scorso dal consiglio comunale di Wil (SG) a Bekim Alimi, imam della locale moschea albanese. Alimi, ricordiamo, era stato invitato dalle FFS a rappresentare comunità musulmana svizzera all’inaugurazione di Alptransit del 1° giugno 2016, una scelta che aveva suscitato le perplessità dei deputati PLR Fabio Schnellmann, Graziano Crugnola, Alessandro Cedraschi, Fabio Käppeli, Franco Celio e Andrea Giudici, firmatari di un’interpellanza parlamentare con cui si chiedeva al Governo di intervenire presso FFS “invitandoli a rivedere la loro discutibile scelta”.

Il 45enne imam è macedone e vive a Wil dal 1998. L’anno successivo era diventato imam della locale moschea albanese. A metà 2015 aveva presentato una richiesta di naturalizzazione per sé, la moglie e i due figli ma una persona si era opposta, rendendo necessario l'intervento del consiglio comunale. Durante il dibattito PPD, PLR, Verdi e PS avevano affermato che non esistono elementi per negare la cittadinanza ad Alimi, al contrario del gruppo UDC, che si era strenuamente opposto sostenendo che l'imam avesse predicato in una moschea in Macedonia diretta da un imam ritenuto un radicale (vedi articolo suggerito).

La palla è nel frattempo passata al Cantone che dovrà svolgere le verifiche del caso. E non sono pochi coloro che auspicano una maggior severità nel valutare la domanda dell’imam. Tra di loro la consigliera comunale dei Verdi liberali Erika Häusermann e l’ex consigliera comunale dei Verdi Verena Gysling. Stando a quanto riferito dalla Basler Zeitung, per le due donne è “indispensabile” che una figura religiosa così importante della comunità accetti i valori svizzeri. “Non basta la fedina penale immacolata”, hanno spiegato. Häusermann e Gysling Si sono rivolete al Consigliere di Stato competente, il liberale Martin Klöti, evidenziando come l’islam di Alimi possa essere considerato – almeno stando a quanto affermato dall’esperta Saïda Keller-Messahli – “politicizzato e salafita”.

Stando invece al quotidiano basilese dei dubbi serpeggiano anche all’interno della comunità islamica locale. Gysling, inoltre, ha affermato di aver aiutato una ragazza a rifugiarsi in una casa protetta dopo che l’imam avrebbe consigliato al padre si scacciarla di casa. Le due donne hanno inoltrato a Alimi  una lista di 12 domande su temi come la sessualità e la tolleranza. Domande alle quali, va detto, Bekimi ha risposto dichiarandosi favorevole ai diritti delle donne, all’omosessualità e alla libertà di credo.

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