
La 42esima edizione di Jazz Ascona è in programma dal 25 giugno al 4 luglio. Programma, organizzazione e un cambio di presidenza sono stati presentati ufficialmente ieri mattina, e dopo i risultati positivi del 2025 le aspettative sono particolarmente alte. «Quest'anno riproporremo fondamentalmente le stesse linee di programmazione musicale che abbiamo seguito la scorsa edizione», spiega a Ticinonews il direttore artistico e operativo Nolan Quinn. «Ritorneranno degli artisti che sono piaciuti molto al pubblico, ma spazieremo anche dal gypsy jazz a quello che può essere una "brass band parade", con la sonorità “second line” di New Orleans. E non mancheranno neppure gli stili tradizionali del jazz degli anni '20-'30. Il programma prevede oltre 200 concerti gratuiti». L’obiettivo che si vuole perseguire «è di rendere accessibile la cultura a un ampio pubblico».
Swiss Jazz Award a Manon Mullener
Rispetto alle passate edizioni sembra esserci un po' più di «internazionalità»…«La nostra line-up conta nuovamente una cinquantina di band, di cui una dozzina giunge in visita proprio dalla città gemellata di New Orleans», prosegue Quinn. «Avremo anche una “brass band” proveniente dall’Università dello Stato della Louisiana. Noi vogliamo proporre un po' tutti i generi, rappresentati però anche dagli artisti locali». E per quanto riguarda la Svizzera, «segnalo subito l'assegnazione del Swiss Jazz Award, che quest'anno consegneremo a Manon Mullener, pianista che ci ha seguito nelle passate edizioni - proprio nel programma dedicato ai giovani, Groovin' Up - la quale sta facendo furore portando il suo gruppo fino a Cuba».
Avvicendamento alla presidenza
Come anticipato, ieri è stato anche annunciato ufficialmente un cambio di presidenza per l'anno prossimo. Dopo quattordici anni, Guido Casparis cede il testimone al municipale Stefano Steiger. «Guido ha guidato Jazz Ascona e l'ha fatto crescere, anche prendendo delle decisioni non sempre del tutto semplici». Il nuovo presidente «è una scelta direi perfetta, soprattutto per mantenere il collegamento con il territorio», conclude Quinn.

