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Ticino
E ora, sarà rivoluzione dei salari?
Redazione
11 anni fa
Stefano Modenini, Giorgio Fonio, Tamara Merlo e Matteo Quadranti a confronto sul sì popolare di domenica

Lo spunto per la Piazza del Corriere di oggi, martedì 16 giugno, in diretta dalle 20.45 su TeleTicino, arriva dal sorprendente sì degli elettori ticinesi all’iniziativa popolare dei Verdi intitolata «Salviamo il lavoro in Ticino».

Sorprendente perché solo nel maggio del 2014 i ticinesi avevano detto no nella misura del 68% al salario minimo di 4.000 franchi lordi.

Quella proposta federale era stata respinta, mentre ora quella cantonale è stata accolta nella misura del 54,7%. Cosa è cambiato, cosa ha fatto cambiare idea ai ticinesi?

Favorevoli e contrari sanno che l’attuazione non sarà cosa semplice, ma la volontà popolare è chiara ed è compito del Governo attivarsi per concretizzare il principio che i ticinesi hanno deciso di iscrivere nella Costituzione cantonale.

Il direttore del DFE Christian Vitta ha detto che si farà parte attiva e che intende farsi carico della problematica legata al lavoro, alla luce del malessere che è scaturito dalle urne. A breve intende dare vita ad un tavolo di lavoro tra mondo economico-imprenditoriale e sindacati. L’obiettivo è fare decollare il dialogo.

Gianni Righinetti ospiterà gli attori del futuro tavolo, il direttore dell’AITI Stefano Modenini e il sindacalista OCST (nonché parlamentare PPD) Giorgio Fonio. Il primo l’iniziativa la combatteva, il secondo la sosteneva. In studio ci saranno anche la deputata ecologista Tamara Merlo e il PLR Matteo Quadranti.

In sostanza: cosa accadrà ora alla luce del voto dei ticinesi? Come si comporterà la parte padronale e quella sindacale? Se siamo arrivati a questo punto non è colpa di entrambi i fronti? E allora, ha senso che questi siano ancora attori al tavolo di discussione? I cittadini hanno detto che ripongono fiducia nel Consiglio di Stato. Di riflesso è un’attestazione di sfiducia nei confronti del padronato e dei sindacati? Eppure tra chi ha promosso l’iniziativa c’è già chi non si fida e si dice pronto a fare il cane da guardia e a mordere se qualcuno farà il furbo. E se fossimo alla vigilia di un nuovo estenuante braccio di ferro?

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