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Ticino
"È ora di rimuovere lo studio dell'IRE"
"È ora di rimuovere lo studio dell'IRE"
"È ora di rimuovere lo studio dell'IRE"
Redazione
11 anni fa
Delcò Petralli chiede di far togliere il contestato studio dalla pagina della SECO. "È controproducente per il Ticino"

Lo studio realizzato dall'IRE sul mercato del lavoro in Ticino va tolto dalla pagina della SECO.

Lo chiede la coordinatrice dei Verdi Michela Delcò Petralli, che ha inoltrato quest'oggi un'interrogazione in tal senso al Consiglio di Stato.

"Abbiamo appreso dalla stampa che il Consiglio di Stato intende presentare la proposta di clausola di salvaguardia elaborata dal professor Michael Ambühl il 9 febbraio in Ticino e poi tornare a Berna per sensibilizzare la Confederazione sulle specificità del mercato del lavoro ticinese" scrive Delcò Petralli nel suo atto parlamentare. "A un mese esatto dalla prevista presentazione, le autorità federali dispongono però di un solo studio dedicato alla situazione del mercato del lavoro ticinese, e meglio: quello realizzato dall’Istituto ricerche economiche (IRE). Lo studio che contiene dati errati, secondo quanto ammesso da uno degli stessi autori, ed è stato giudicato incompleto dalla stessa Segreteria di stato all’economia, figura tuttora sulla pagina ufficiale delle Segreteria di stato all’economia (sabato 9.1.2016)."

"La SECO, rispondendo all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, ha assicurato che per le valutazioni ufficiali, terrà conto di tutta la documentazione in suo possesso e non solo dello studio dell’IRE" prosegue la deputata dei Verdi. "La SECO però non dispone di documentazione sulla situazione del Ticino in particolare, proprio per questo è stato commissionato lo studio all’IRE, come ricorda lo stesso Consiglio di Stato nella risposta alla mia interrogazione del 27 ottobre 2015."

"Sempre in quella risposta, il Governo precisa che i lavori dello studio IRE “sono stati supervisionati dalla SECO stessa che, in base al contratto stipulato, ricopriva il ruolo di mandante e di supervisore del mandato, e dal Prof. George Sheldon dell’Università di Basilea.” Risulta difficile quindi capire come mai la SECO non sia intervenuta prima, quando i lavori erano ancora in corso, per chiedere di completare lo studio e perché, pur sapendo che era incompleto, lo ha pubblicato sulla sua pagina ufficiale" scrive ancora Delcò Petralli. "Inoltre le riserve espresse dall’Ufficio presidenziale riguardavano soprattutto la tematica dei salari, totalmente assente dallo studio IRE. Anche integrando lo studio con la documentazione a disposizione della SECO riguardante i salari in Ticino, la visione d’insieme che ne risulterebbe sarebbe comunque parziale. Nello studio IRE infatti non figurano per varie ragioni alcune particolarità del mercato del lavoro ticinese, evidenziate invece da altri studi dell’Ufficio cantonale di statistica (Ustat)."

Delcò Petralli si chiede quindi "come sia possibile che il Consiglio di Stato possa perorare a Berna la causa di una clausola di salvaguardia per il Ticino basandosi sulle peculiarità del mercato del lavoro ticinese se queste peculiarità non emergono dall’unico studio sul tema di cui dispongono le autorità federali."

"Vi è il rischio infatti" secondo la deputata, "che a Berna non venga capita la necessità di una clausola di salvaguardia particolare per il Ticino e che il lavoro fatto dal professor Michael Ambühl risulti inutile. Ricordiamo inoltre che, benché lo studio sia stato commissionato direttamente dalla SECO all’IRE, il Dipartimento economia e finanze ha pagato la metà della somma pattuita."

Visto quanto precede, la coordinatrice dei Verdi pone quindi le seguenti domande al Consiglio di Stato:

"Non ritiene che lo studio in questione, nel quale non figurano i tratti peculiari del mercato del lavoro ticinese, possa rivelarsi controproducente per l’accoglimento della clausola di salvaguardia?"

"Non ritiene necessario affidare all’Ustat il compito di controllare i dati contenuti nello studio IRE visto che alcuni sono errati e che le spiegazioni fornite da uno degli autori non sono plausibili?"

"Non ritiene opportuno intervenire presso la SECO per chiedere che lo studio venga tolto dalla pagina e ritirato, visto che fornisce un’immagine incompleta del mercato del lavoro ticinese?"

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