Votazioni federali
È ora di dire basta alla legge Covid? Due pareri a confronto
Redazione
9 mesi fa
Il socialista Carlo Lepori e il deputato UDC Alain Bühler si sono confrontati a Ticinonews sulla legge Covid-19, in votazione per la terza volta il prossimo 18 giugno. Se per Lepori la legge va mantenuta, Bühler non la ritiene più al passo coi tempi.

“Non c’è due senza tre” recita il detto, e tre sono le volte in cui il popolo svizzero è stato chiamato ad esprimersi sulla famigerata legge covid, con la prossima votazione in programma il 18 giugno. Un testo che si è sicuramente guadagnato il gradino più alto del podio nella classifica di quelli più contestati nella storia recente del nostro Paese. E a lanciare il referendum ci hanno pensato i medesimi delle volte precedenti; nel mirino ci sono la base giuridica del certificato covid, l’app di tracciamento, l’estensione delle disposizioni agli stranieri, le norme a protezione delle persone vulnerabili e la promozione dello sviluppo di farmaci contro il Covid-19. Ma la pandemia non era ormai un lontano ricordo? Una domanda legittima che trovava conferma già lo scorso anno con la revoca totale delle misure sanitarie. Tuttavia, il Parlamento federale lo scorso dicembre ha comunque deciso di prorogare la legge fino al 2024 come precauzione. Nel concreto, si tratta di avere una base giuridica nel caso di una nuova pandemia in modo da riproporre velocemente misure già collaudate. Secondo i contrari l'estensione, invece, non serve a nulla visto che, come ribadito più volte, la pandemia è finita. Dal loro punto di vista un nuovo certificato Covid non dovrà mai essere proposto. Questa legge, sostengono, si riassume in una sola parola: antidemocratica. A Ticinonews ne hanno discusso il socialista Carlo Lepori e il deputato UDC Alain Bühler.

Bühler: “Una legge che può cessare di esistere fin da subito”

Anche se la pandemia è finita, per Carlo Lepori è importante sostenere questa legge “perché non possiamo evitare che magari capiti che i Paesi vicini chiedano ancora un certificato Covid-19, così come anche il nostro stesso Paese nel caso si ripresenti un nuovo virus. È quindi giusto essere pronti”. Dal canto suo, il deputato UDC Alain Bühler si domanda “se le misure sono state revocate già un anno fa, perché c’è la necessità di prolungarlo ulteriormente? Inoltre, il 5 maggio l’OMS ha decretato ufficialmente la fine della pandemia”. Per Bühler il possibile nuovo virus citato da Lepori si traduce inoltre in un “ragionamento sbagliato, perché questa legge è stata effettivamente fatta per il Covid-19. Quindi se in futuro dovesse arrivare un nuovo virus pandemico bisognerà trattarlo di conseguenza. Ribadisco che la pandemia è finita e che quindi non vediamo la necessità di dover prolungare di 6 mesi una legge che può cessare adesso di esistere”.

Lepori: “Il virus è ancora in circolazione”

Ma Lepori sostiene in primis che il virus “è ancora in circolazione e c’è sempre la possibilità che arrivi una variante pericolosa”. L’estensione della legge Covid-19 sarà solo fino alla metà del 2024, “quindi per poco tempo. Non si vede pertanto il senso di questo referendum per una legge che non dice niente di particolare, se non che in caso di necessità sarà possibile tornare a emettere certificati, a prendere decisioni riguardo i frontalieri, così come la possibilità di usare medicine non ancora completamente controllate”. Misure definite “semplici” dal socialista, secondo il quale “vale la pena di tenere in vigore. Questa legge è democratica ed è già stata approvata due volte dal popolo. Abrogandola adesso vorrebbe dire che in caso di necessità il Consiglio federale dovrebbe intervenire nuovamente con il diritto d’urgenza, e non credo che il popolo lo voglia. Quello che vorrei è un governo che lavori sulla base di una legge democraticamente approvata.”

Un voto parso chiaro fin dalla prima volta

Come detto, siamo già stati chiamati alle urne ben due volte e il verdetto del popolo sembrava molto chiaro. Per Bühler è importante sottolineare come questa legge sia “soltanto una base che permette al Consiglio federale di prendere delle decisioni che non sono tanto differenti dal diritto di necessità, quindi alla fine non cambierebbe granché”.  Per quanto concerne la ricerca Covid, il deputato UDC sostiene che ad oggi la Svizzera “ha una grossa necessità di approvvigionarsi di altri tipi di medicine. Abbiamo una penuria di antibiotici e altri medicinali che servono assolutamente alle persone deboli, agli anziani o ai nostri figli. Spesso non si trova un medicinale semplice come l'ibuprofene nemmeno in Ticino. Sono queste le cose di cui deve preoccuparsi l'Ufficio della sanità a Berna”. Un tema che trova anche il sostegno di Lepori, il quale ritiene però il referendum “una votazione inutile che fa perdere tempo: lasciamo finire questa legge finché il Parlamento la vuole in vigore. La legge sull'epidemia c’è e io preferisco avere una legge che dica al Consiglio federale cosa fare senza dover ricorrere al diritto di urgenza, che è pur sempre un limite a una sensibilità democratica”.