
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato di AM Suisse Ticino, associazione professionale di categoria che rappresenta le aziende di produzione, di servizi e di commercio dell’industria delle costruzioni metalliche, della tecnica agricola e della mascalcia, in merito al progetto per il nuovo porto di Gambarogno:
I laghi in Ticino sono elementi ambientali caratteristici, importantissimi per il nostro vivere quotidiano ma anche valore aggiunto per il nostro turismo a condizione che offrano qualcosa di esclusivo e di particolare. Pensiamo ad esempio alla navigazione: a Lucerna non è raro vedere ormeggiati al porto numerosi battelli turistici attrezzati per diversi eventi. Questa offerta, alle nostre latitudini, è invece carente se non addirittura assente, anche nei periodi di maggiore affluenza turistica. Emblematico anche il confronto tra le Isole di Brissago e quelle Borromee: in preoccupante declino le prime, un vero polo d’attrazione internazionale le seconde.
La possibilità di poter ormeggiare una barca in un porto turistico è sicuramente un tema che può interessare il turista, stimolandolo a soggiornare in Ticino. La sponda sinistra del Verbano, da questo profilo, è piuttosto carente e nettamente sotto-attrezzata. Degna di nota è solo la struttura di Magadino che, tutto sommato, è ben inserita nella zona protetta delle Bolle.
Del potenziamento dei posti barca nel Gambarogno si discute ormai dagli anni 80, sia perché le barche a scopo turistico comunque ci sono sia perché il doverle ormeggiare in grande quantità alle boe, compromettendo pesantemente l’estetica della riva, non rappresenta di certo una soluzione ideale. Concentrare i natanti in un’unica zona e riorganizzare i campi boa grazie ad una nuova infrastruttura, se pur importante, sarebbe indubbiamente una soluzione meno invasiva e più funzionale, in particolare per l’utilizzatore finale che, invece che ad una boa, potrebbe ormeggiare in modo più pratico e piacevole in un porto, notoriamente generatore di contatti e incontri.
Negli anni, le soluzioni prospettate sono state molteplici, ognuna con pregi e difetti. Il progetto attuale ha il pregio di essere esecutivo, di avere un importante finanziamento cantonale e di rivalorizzare e rivitalizzare una zona di principio depressa. Anche dal profilo dell’autofinanziamento il progetto risulta essere interessante, e questo nonostante i costi supplementari legati alle importanti opere accessorie, nel caso concreto un fondale artificiale, dovute all’orografia della riva.
Riteniamo insensato gettare alle ortiche quanto fatto finora, anche perché significherebbe ripartire da zero, con tempi e costi aggiuntivi e senza soluzioni alternative praticabili e accettabili. Dislocare micro strutture sarebbe infatti ambientalmente invasivo, oneroso e – nella pratica – poco funzionale.Siamo inoltre convinti che le opere realizzate sul nostro territorio debbano basarsi su costi e condizioni locali e non su offerte, assai discutibili, provenienti dalla vicina Penisola. In questo senso riteniamo che il promotore e l’ente pubblico, che finanzia l’opera con circa 2 milioni di franchi, non possano permettersi speculazioni di sorta per una simile costruzione, non solo per una mera questione di principio e di sicurezza ma anche in considerazione del notevole impegno tecnico che l’opera richiede, in particolare per la parte subacquea.
AM Suisse Ticino è un’associazione professionale di categoria che da anni si batte a favore delle imprese locali, della formazione e della qualità e per questo ritiene legittimo prendere posizione a favore del progetto, soprattutto nell’ottica del sostegno all’economia locale.
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