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Ticino
È nato il CIRCA
È nato il CIRCA
È nato il CIRCA
Redazione
11 anni fa
Giovani liberali radicali, socialisti e comunisti chiedono la regolamentazione della cannabis in Ticino

Si è presentato questa mattina alla stampa il Comitato interpartitico per la regolamentazione della cannabis (CIRCA). Ne fanno parte membri dei Giovani liberali radicali ticinesi (GLRT), della Gioventù socialista e dei Giovani comunisti, oltre che dell'Associazione per il consumo ricreativo di cannabis.

Per capire cosa chiede questo neonato comitato, Radio 3i ha sentito uno dei suoi membri, il giovane socialista Fabrizio Sirica.

"Diciamo che il nome è già chiaro, nel senso che rappresentiamo un progetto per cercare di regolamentare la cannabis in Ticino" spiega Sirica, secondo il quale nei confronti della canapa esistono tre livelli. "C'è il proibizionismo che vieta e punisce il consumo, ovvero il sistema attuale, e c'è all'estremo opposto la liberalizzazione come avviene in Uruguay, dove ognuno può fare quello che gli pare. Noi proponiamo un livello intermedio, nel senso che lo Stato avrebbe il diritto di dare una delega nella produzione e nel consumo di sostanze. Quindi una persona che vuole assumere cannabis dovrebbe chiedere allo Stato la delega per consumare o per produrre. Se vuole produrre, nel nostro modello deve dare questa delega a dei cannabis social club, che si occuperebbero di produrre e distribuire la marijuana."

"Il modello è già in vigore in Spagna, dove funziona molto bene, soprattutto perché non si crea una domanda" afferma ancora Sirica. "Noi non vogliamo fare business, non vogliamo creare turismo della cannabis, ma vogliamo solo rispondere alle richieste dei consumatori. Infatti verrebbe prodotta unicamente la quantità di cannabis richiesta dai consumatori."

Secondo Sirica lo Stato avrebbe solo da guadagnare dalla regolamentazione della cannabis: "Le stime dicono che dal 6,5 all'8% della popolazione ne fa uso. Si stima a un miliardo di franchi il guadagno della criminalità organizzata. Pertanto se tutto questo fosse legale, i soldi entrerebbero nelle casse dello Stato, che potrebbe utilizzarli in prevenzione o comunque in maniera ben più efficace che dando la caccia agli spacciatori."

Non da ultimo, secondo Sirica, va considerato pure l'aspetto della salute pubblica: "Basti pensare che il 91% dei campioni di cannabis acquistati sul mercato nero contengono chi metalli pesanti, chi sostanze nocive come l'ammoniaca."

C'è chi teme che la regolamentazione possa avere l'effetto di aumentare il consumo di cannabis. Ma Sirica non è d'accordo: "L'esperienza olandese conferma che inizialmente c'è un piccolo boom di consumo. Ma una volta passata questa curiosità, il consumo diminuisce e soprattutto diminuisce il consumo dei minorenni, che con la regolamentazione sarebbero maggiormente tutelati."

Il CIRCA prevede di operare in due fasi, una di sensibilizzazione e una di azione politica: "Da adesso a giugno dobbiamo fertilizzare il terreno, perché è un tema sul quale ci sono molte resistenze, spesso dettate dalla visione moralistica, cattolica e conservatrice della nostra società. Per cui bisogna far capire alla popolazione che non vogliamo banalizzare il consumo della cannabis, ma rispondere a un problema. Il primo dibattito si terrà giovedì a Mendrisio. Poi a giugno presenteremo un progetto concreto, che sarà verosimilmente una petizione, seguita da mozioni di qualche granconsigliere. Anche perché per attuare il nostro progetto il Consiglio di Stato dovrà chiedere una deroga alla Legge federale sugli stupefacenti."

Per saperne di più sul tema, ascolta Clacson, questa sera a partire dalle 17.58 su Radio 3i.

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