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Ticino
È morto Marco Mondada
Redazione
15 anni fa
La caccia ticinese perde il suo "presidentissimo". Fabio Regazzi: "Un grande uomo. Un amico"

Il mondo della caccia é in lutto per la scomparsa di Marco Mondada (al centro nella foto, con Norman Gobbi e Marco Borradori). Fino a maggio é stato presidente della Federazione cacciatori, carica che assunse nel 1995. Ma Mondada non é stato solo presidente della Federazione. È stato per molti anni il simbolo della caccia. Un punto di riferimento per tutti, appassionati, amici, autorità politiche, ambientalisti. Sempre in prima fila per difendere la disciplina a cui ha dedicato buona parte della sua vita, soprattutto da quando é andato in pensione lasciando la carica dirigenziale che ricopriva alla Banca dello Stato. Non per nulla, da maggio é stato nominato presidente onorario dei cacciatori. È morto, probabilmente, come avrebbe voluto: cacciando. Stroncato da un infarto. È morto prematuramente, questa mattina verso le otto e mezza, a 75 anni. Era partito all'alba per i monti di Isone con un amico. Non stava molto bene, in auto, e il suo compagno gli ha proposto di rinunciare alla battuta. Ma lui ha voluto andare a caccia lo stesso. Hanno preso due sentieri diversi e quando il suo compagno é giunto nel luogo stabilito per il ritrovo, Marco Mondada era a terra, privo di vita. Da un paio di giorni non stava bene, racconta il suo successore alla presidenza, Fabio Regazzi, sconvolto dalla notizia. “Con Marco ho sempre avuto un bellissimo rapporto – dice con la voce rotta dalla commozione -. Fin dall'inizio, dai primi anni Novanta, mi ha coinvolto nella fusione delle due federazioni di caccia. Con il suo carisma e la sua volontà ha ottenuto un grande risultato. Marco amava la vita, ed é stato un grande uomo. L'avevo sentito al telefono giovedì scorso. Abbiamo perso una personalità e un amico”. Un altro grande amico di Mondada, Tullio Righinetti, é sconvolto: "La tragica notizia mi ha raggiunto questa mattina - dice - e non l'ho ancora metabolizzata. Avevo con lui un rapporto intenso, da ormai cinquant'anni, Sono sconcertato. Non so dire di più. Faccio le mie condoglianze non solo alla famiglia ma a tutto il mondo della caccia ticinese, che ha perso un punto di riferimento". emmebi

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