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L'interrogazione
E-mail scolastiche e Microsoft, chieste garanzie sui dati
© CdT/Gabriele Putzu
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Red. Online
5 ore fa
Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini chiedono al Governo di chiarire se gli indirizzi @edu.ti.ch siano stati trasferiti su infrastrutture Microsoft e quali tutele siano previste per le informazioni di docenti e allievi

La posta elettronica di docenti e allievi ticinesi è stata trasferita a Microsoft? E quali dati vengono affidati alla piattaforma? Lo chiedono con un'interrogazione al Consiglio di Stato i deputati dell'MpS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini.

Nell’atto si riferisce che da circa un anno gli indirizzi con estensione @edu.ti.ch sarebbero stati modificati e che la gestione della posta potrebbe essere passata a un’infrastruttura riconducibile a Microsoft. I deputati chiedono al Governo di confermare se la migrazione sia avvenuta, quando sia stata decisa e quali sistemi fossero utilizzati in precedenza. Domandano inoltre quali altri servizi Microsoft siano impiegati dal Cantone e dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, tra cui Microsoft 365, Teams, SharePoint, OneDrive, Azure e strumenti di intelligenza artificiale.

Dati, accessi e intelligenza artificiale

L’interrogazione solleva interrogativi su dove siano conservati e trattati i dati, chi possa accedervi e chi gestisca le chiavi di cifratura. I firmatari chiedono anche se il Cantone abbia valutato le possibili implicazioni del CLOUD Act statunitense. I deputati MpS precisano che i richiami a questa normativa non dimostrano che informazioni ticinesi siano state trasmesse alle autorità statunitensi: pongono però una questione sul controllo giuridico e tecnologico dei dati, anche quando questi sono conservati in Svizzera o in Europa.

Tra i temi figurano inoltre l’eventuale impiego di Copilot o di altri strumenti di IA e le regole per evitare che e-mail, allegati e dati scolastici siano utilizzati in trattamenti non autorizzati. I deputati chiedono al Governo di chiarire anche quali controlli di sicurezza siano stati svolti e quali garanzie siano previste per la continuità dei servizi.

Costi e possibilità di cambiare fornitore

Sergi e Pronzini chiedono infine quali costi comporti la soluzione attuale, quale procedura d’acquisto sia stata seguita e quali alternative siano state considerate, comprese quelle di operatori svizzeri ed europei. Vogliono sapere se il Cantone possa trasferire i dati a un altro fornitore senza costi o ostacoli sproporzionati e se esista una strategia per limitare la dipendenza da un singolo operatore tecnologico.