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Ticino
“È l’inizio della fine dell’euro”
Redazione
11 anni fa
Il giornalista economico Alfonso Tuor analizza il voto greco: "I greci ora sono obbligati a creare una moneta parallela"

E adesso, cosa succederà? È la domanda che tutti si pongono all’indomani del voto negativo della Grecia alle richieste dei creditori europei. A Bruxelles così come ad Atene è un susseguirsi di riunioni per decidere sul da farsi. Ci sarà l’accordo o sarà Grexit? Indipendentemente da quel che succederà nelle prossime ore, per alcuni una cosa è chiara: il voto greco decreta l’inizio della fine dell’euro. È il parere del giornalista economico Alfonso Tuor che, da noi raggiunto, analizza l’esito delle urne.

“È stato un grande voto. È l’inizio della fine dell’euro” è la frase che ripete più volte. “Qualunque cosa succeda, non si può risolvere la crisi economica, a meno che l’Europa non decida di cambiare completamente la sua politica. Ma è una condizione che la Germania non accetterà mai”.

Quali sono dunque gli scenari che si prospettano?

“Tutto dipenderà da cosa deciderà la Banca centrale europea. Se la Bce blocca la liquidità, la Grecia farà una moneta parallela. È obbligata a farlo. Questo perché gli istituti di credito ellenici non hanno i soldi per pagare le pensioni. È una promessa sul futuro gettito fiscale, come già avvenuto in altri paesi come la California. Sarà dunque un ritorno alla dracma. Il secondo scenario che si prospetta è che probabilmente i negoziati non si sbloccheranno”.

Questo significa che la Grecia uscirà dall’UE?

“Questo non è rilevante. Il problema è l’euro. La Grecia ha spianato la strada per tutti gli altri paesi deboli dell’eurozona, come Spagna e Italia. Praticamente sta insegnando loro come uscirne”.

Le dimissioni del ministro delle finanze Varoufakis come sono da interpretare?

“È stata una mossa molto intelligente. I greci hanno dimostrato che vogliono l’accordo, hanno dimostrato che sono disposti a sacrificare una persona che l’Europa non vuole. Se i trattati dovessero fallire, i greci possono dire che ‘non è stata colpa loro’”.

Per quanto riguarda invece il sostegno di Putin alla Grecia? 

“Anche la Cina ha espresso la sua solidarietà al paese ellenico. Nel caso in cui la Grecia adottasse una moneta parallela e fosse sostenuta da questi due stati, ci sarebbe un cambiamento geopolitico. A questo punto interverrebbero anche gli Stati Uniti poiché ci sarebbe un cambio di forze all’interno della Nato. Se effettivamente Cina e Russia presteranno crediti alla Grecia, il paese avrà una maggiore possibilità di riprendersi. Questo a meno che l’UE non decida di cancellare il debito, cosa assai improbabile”.

Intanto, il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conversazione telefonica si sono accordati sul fatto che Tsipras presenterà alcune proposte del governo greco al vertice Euro di domani.

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