
Essere russi e gay non è sempre sufficiente per ottenere l'asilo politico in Svizzera.
Lo dimostra una sentenza del Tribunale amministrativo federale di San Gallo, pubblicata ieri e riportata oggi dal Corriere del Ticino.
Una donna russa, giunta in Ticino meno di un anno fa, si era vista respingere dopo pochi mesi la sua domanda d'asilo da parte dell'Ufficio federale della migrazione.
Lei, patrocinata dal lic.iur. Mario Amato ha però inoltrato ricorso contro la decisione dell'UFM, sostenendo di aver dovuto fuggire dalla Russia "perché aggredita e minacciata da due sconosciuti nel suo appartamento ed in seguito licenziata".
Questo a causa della sua omosessualità.
Purtroppo per lei, né l'Ufficio della migrazione né il Tribunale amministrativo federale hanno ritenuto credibile il suo racconto. In particolare secondo i giudici di San Gallo la donna sarebbe stata licenziata perché spesso assente e non in virtù delle sue preferenze sessuali.
La donna deve quindi ora lasciare il Ticino e fare ritorno in Russia.
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