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Ticino
È la fine della ricerca toponomastica?
È la fine della ricerca toponomastica?
È la fine della ricerca toponomastica?
Redazione
11 anni fa
36 deputati interrogano il Governo sul congelamento delle ricerche del Repertorio Toponomastico ticinese

Sono ben 38 i granconsiglieri ticinesi (primo firmatario Walter Gianora, PLR) che hanno sottoscritto un'interrogazione al Governo per chiedere che fine sta facendo il Repertorio toponomastico ticinese (RTT), visto che negli ultimi anni ha notevolmente ridimensionato le sue pubblicazioni sulla ricerca toponomastica. L'iniziativa, ricordano gli interroganti, è nata negli anni '60 dai professori dell'università di Zurigo Vittorio Raschèr e Konrad Huber con lo scopo di raccogliere e valorizzare il patrimonio toponomastico ticinese, onde evitare la perdita della conoscenza del territorio e dei suoi nomi, tramandati oralmente di generazione in generazione per decenni. 

"Fino al 2001" sottolineano i 38 deputati, "le ricerche venivano pubblicate nella collana Repertorio Toponomastico Ticinese, che comprendeva ricerche e approfondimenti d’archivio; nel 2001, per far fronte all’urgenza della raccolta, è stata creata una nuova collana Archivio dei Nomi di Luogo. Con il trasferimento del servizio dall'Archivio dello Stato al Centro di dialettologia e di etnografia (CDE), avvenuto all’inizio del 2014, l’attività del RTT è stata parecchio ridimensionata, come dimostra la brusca riduzione delle pubblicazioni; quelle della collana Archivio dei nomi di luogo, tradizionalmente più frequenti, sono ora giunte a conclusione, mentre la collana storica del Repertorio toponomastico ticinese, ha vistosamente rallentato la frequenza delle pubblicazioni. Basti dire che, mentre dal 2011 al 2013 erano stati pubblicati 8 volumi per un totale di oltre 1’500 pagine, nell’ultimo anno e mezzo è stato “prodotto” un solo volume di 88 pagine…"

Il congelamento delle ricerche sul territorio e il rallentamento delle pubblicazioni sta producendo un diffuso malcontento anche tra gli enti locali, denunciano i deputati. Fino al 2014 i comuni collaboravano attivamente con il RTT alle due collane di allora, garantendo oltretutto la copertura finanziaria completa delle spese di pubblicazione.

"Alla luce di questa situazione" scrivono i deputati, "la toponomastica ticinese sembra avere il destino segnato, e la ricerca toponomastica sul cantone Ticino sembra essere destinata al fallimento. Vengono così stravolti gli obiettivi all'origine del RTT".

I deputati chiedono quindi al Consiglio di Stato se condivide questa strategia di stravolgimento degli obiettivi del RTT, che privilegia la ricerca archivistica, e se ritiene corretto e accettabile che un servizio finanziato dai contribuenti, che fino a inizio 2014 supportava i promotori locali, ora non riesca più ad adempiere questo importante compito.  

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